Grandi stampatori tra Leiden e Antwerpen

Leiden.

Passeggiavo nelle vie e sui canali di Leida, una piccola città, (molto diversa da Amsterdam, qui la vita scorre più lenta) quando uscendo dall’HORTUS BOTANICUS e dal cortile dell’Antica sede dell’ Università di Leida mi sono trovata di fronte un cartello che indicava la casa dall’ altra parte del canale come la sede della stamperia della famiglia Elzevirius, gli Elzeviri, grandi stampatori del ‘600 olandese.

Sono stata felice di sapere che c’era ancora.

Qui, gli Elzeviri, aggirando la censura papale,  mentre Galileo Galilei era prigioniero della Chiesa,  stamparono la sua ultima opera “I Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze attinenti la matematica e i moti locali”, grazie ai quali è considerato il padre della scienza moderna. I Discorsi furono stampati tra il 1638 e il 1639, sono forse la sua opera scientifica più importante.

Antwerpen.

Una delle ragioni per le quali ho deciso di andare ad Anversa, antica città e porto commerciale sulla Schelda (L’Escout per i francofoni),  oggi dedita al commercio dei diamanti, alla produzione automobilistica, alla moda e al turismo, è rivedere il Museo Plantin-Moretus, La più importante stamperia del ‘500 e ‘600 esistente in Belgio. Dalla fine dell’800 è diventato un museo ed oggi è considerato patrimonio dell’umanità dall’Onu.

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La tipografia è perfettamente conservata con gli edifici costruiti dal 500 in poi, all’interno c’è la più antica macchina da stampa conosciuta, della fine ‘400;  altre 8 stampavano ancora a metà ‘800. Sono tuttora funzionanti. Ci sono i contenitori dove venivano depositati i caratteri mobili e ordinati per formare le righe dei testi da stampare. La camera dove erano corrette le bozze, la sala dove erano ricevuti gli ospiti o i clienti importanti. In una delle camera centrali lavorava Justo Lipsio, letterato, umanista; accanto l’ufficio di Plantin, con i vetri rinforzati, perché lì teneva il denaro. Ci sono le cucine per i dipendenti e molto altro. Nella bottega dove vendevano i libri, oggi, sono raccolti centinaia di tipi diversi di caratteri.

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Qui è esposta la lista dei libri messi “all’Indice”: i libri proibiti, non si potevano stampare o vendere, più di uno stampatore nel corso di 3 secoli finì in carcere o al rogo per aver stampato libri non graditi, non solo alla Chiesa, ma anche ai re e all’aristocrazia.

Esposti si possono vedere incunaboli, libri stampati nel ‘500 e ‘600, oltre ad alcuni manoscritti dell’inizio del ‘500 con le annotazioni a margine ( le correzioni dei refusi prima della stampa).

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Il Museo è molto interessante, perché è uno spaccato di quella che era una fiorente attività internazionale tra il ‘500 e la fine del ‘700 e anche abitazione delle famiglie Plantin e poi Moretus, divenuti ricchi e illustri personaggi conosciuti in tutta Europa. Disponevano di una notevole biblioteca.  Spesso i grandi stampatori del ‘500 erano dei letterati,  professori universitari, legati alle università di cui stampavano i libri.  E’ interessante la storia delle scelte editoriali. A causa della guerra contro gli spagnoli per qualche anno Plantin emigrò a Leida, dove fu nominato stampatore ufficiale dell’Università. Qui Plantin stampò il suo primo libro in ebraico. Con il genero Franciscus Raphalengius furono tra i pionieri della stampa nel nord dell’Olanda.

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Una parte degli edifici è in restauro. Il museo è chiuso dal 30 maggio. Saranno riaperte tutte le sale dal 1° ottobre 2016.(link a www.museumplantinmoretus.be)