Parigi. MAM, Museo d’Arte Moderna. La Danse di Matisse – La Danza di Matisse.

La seconda cosa eccezionale del Museo d’arte moderna di Parigi sono due versioni delle tre dipinte da Matisse de la DANSE .

La Dance inachevèe, 1931.

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la Dance de Paris, 1933.

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Nel 1930 il collezionista Barnes commissiona a Matisse un’opera per la parte superiore del Salone della sua Fondazione a Merion vicino a Philadelphia. La Danse inachevè ha una elaborazione lenta alla fine viene abbandonata per la difficoltà di lavorare su una dimensione “sovrumana”. Verrà utilizzata come supporto per costruire le altre. Fu ritrovata nel 1992.

Incomincia la Dance de Paris, ma la sospende e inizia la Dance de Merion, diversa più idilliaca. Nel 1933 riprende la Dance de Paris usando come supporto la Dance inachevè, su cui punta  papier gouachèe (carta acquarellata) e decoupèe (tagliata). Costruisce sei danzatori, sullo sfondo esaltano le figure i colori rosa, blu e nero. Sono frammenti di figure, quello che assorbe il visitatore è il ritmo. Mi sono seduta e sono rimasta li immersa nel colore e nel ritmo delle figure.

 

 

Parigi e il canale Saint-Martin.

Ieri ho scoperto un altro pezzo di Parigi.

Cercavo un negozio.

Sole, cielo blu. Vale la pena di andare a piedi. Parto da place Colonel Fabien, scendo lungo il canale Saint-Martin e incredibile riesco a vedere il passaggio lungo il canale di una chiatta.

Da un mese tutte le volte che passo lungo il canale mi chiedo se è ancora utilizzato e come funzionano le chiuse. C’è un dislivello notevole  dal Bassin de la Villette allo sbocco del canale nella Senna.

IMG_2068Fatto costruire da Napoleone I per portare acqua fresca alla città di Parigi allora in crescita, fu utilizzato per portare in città derrate alimentari, materiali e merci varie. E’ visibile fino alla rue de Faubourg du Temple, poi è coperto fino a poco prima di Place de la Bastille. Seguo per un po’ la chiatta, osservo le chiuse che si riempiono d’acqua (parecchio sporca) e poi si svuotano per far passare il barcone nella chiusa successiva. Vedo i ponti stradali che ruotano. Sui ponti in ferro, alti sul canale, lungo il quay de Walmy, nei giardini lungo le sponde, tutta la gente si ferma ad osservare. E’ uno spettacolo: il canale, il barcone, la gente, i bambini increduli.

Proseguo verso place de la  République, al mattino vuota. Si anima al pomeriggio e la sera con dibattiti, esposizioni, conferenze d’intellettuali di vario genere. Chiedo informazioni e son strani sti parigini… sempre mi indicano la metro. Poi dopo la terza volta che ripeto che voglio andare a piedi e finalmente “ascoltano” la mia richiesta mi fanno presente che piuttosto lontano, qualcuno mi dice “Buon courage”. Mi capita regolarmente. Deduco che i parigini si spostano decisamente poco a piedi!

Continuo su Boulevard Voltaire fino a place de la Nation, continuo oltre, alla fine trovo il negozio, ma non quello che cerco.

Sbuco nel Boulevard Daumesnil, guardo la cartina e penso che il ponte d’Austerliz e le Jarden de le plants non sono così lontani.

Cammino lungo il corso e osservo i negozi, ci sono molte botteghe di restauratori di pianoforti, liutai, mobili, gioielli insoliti, gallerie, insomma artigianato artistico, fin a quando non mi rendo conto che cammino lungo dei bastioni e le botteghe sono all’interno di arcate restaurate e che sopra c’è del verde. Per fortuna che sono curiosa! vedo sbucare da una gradinata un uomo, mi chiedo sarà un’uscita della metropolitana? però non è segnalata. Salgo lungo la scalinata e sbuco estasiata nella coulee verte Rene Dumont!

Parigi. MAM, Museo d’arte moderna. La Fée Electricitè – La Fata Elettricità.

Il MAM, Musée d’art moderne, è da vedere per la sua collezione permanente, ma soprattutto per due cose eccezionali:

L’affresco Fée Electicité eseguito per l’ Esposizione Universale del 1937 da Raoul Dufy su commissione della Compagnia parigina di distribuzione dell’elettricità.

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Per cogliere la bellezza profonda di questo affresco bisogna osservarlo con calma. Sedersi. Ruotando seguendo l’affresco. Immergersi, sprofondare nel colore. Leggere la storia che racconta. Nella parte superiore dal ribollire della natura primordiale, alla storia millenaria dell’uomo che giunge alla costruzione delle centrali idroelettriche, alla diffusione nelle capitali del mondo della “Fata elettricità”. Nella parte inferiore gli uomini che hanno fatto la storia della scienza e dello sviluppo dell’elettricità, dai filosofi dell’antichità agli scienziati del primo novecento. Miscuglio di mitologia, allegorie, esattezza storica e tecnologia incanta.

 

Il tempo a Paris…

Il giorno del mio arrivo a Parigi, mi guardavo intorno, c’era un bel sole, la gente sorrideva.

Sorrideva!! Arrivando dall’Italia, era una bella novità…Da noi la gente va in giro, me compresa, con delle  facce scure da brivido, tutti arrabbiati. C’è in effetti una situazione economica, politica e sociale di cui non possiamo stare allegri.

Nel tardo pomeriggio entro nei giardini del Luxemburg  pieni di gente sorridente di tutte le età che si crogiola al sole.

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Penso: questa è la città giusta per me! E per un pò di giorni è andata avanti così. Sole, caldo, la gente  felicemente seduta e  stravaccata nei parchi e giardini. Poco vestita e con le infradito. Bei tramonti sulla Senna.

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Poi è cambiato il tempo… e ho scoperto il VERO CLIMA DI PARIGI, molto variabile e MOLTO, MOLTO PIOVOSO, GRIGIO e con il VENTO.  E un pò sono scomparsi anche i sorrisi.

Non ho riflettuto più di tanto, ho pensato che la primavera quest’anno in tutta Europa è molto piovosa ed è finita lì. Finchè non ho letto un divertente articolo del sito Italianipockett Come sopravvivere a Parigi, un sito  pieno di informazioni pratiche, come trovare alloggio, lavoro, corsi di lingua francese, obblighi amministrativi, usi e costumi locali, molto utile per chi vuole vivere qui, scritto da una ragazza italiana trasferita a Parigi da qualche anno.  La quale, evidentemente eccellente osservatrice e anche un pò scocciata ironizza con garbo sugli usi e costumi dei francesi. Da leggere il seguente post :  Il concetto di escursione termica.