Repressione. 3. Ufficio dei rifugiati, militari, neonazisti e stupri di guerra.

Ad agosto 2017 dopo mesi che ricevo minacce su Facebook, dove mi prospettano sequestri, omicidi e un processo già in corso in Italia, nel quale sono accusata di qualcosa d’infamante, cerco di mettermi in contatto con un avvocato noto per il coraggio dimostrato nei processi contro dei carabinieri e poliziotti in pestaggi finiti in omicidi. Non ci riesco. Cade subito la linea. Non riesco a parlare con nessuno dei miei conoscenti in Italia. Non so ancora oggi se è vero che hanno costruito delle false accuse e un processo fasullo per screditarmi o non c’è nessun processo, ma era tutto orchestrato per terrorizzarmi.

Sono spaventata, sono sola, non so cosa fare. Decido di andare a chiedere informazioni all’Ufficio dei Rifugiati dell’ONU di Bishkek. Penso se proprio marca male almeno so come fare a chiedere rifugio politico.

E qui imparo qualcosa d’altro sul sistema in cui viviamo, molte illusioni mi erano già cadute in Italia: mi accolgono a braccia aperte, spiego cosa mi è successo, gentilissimi, appena dico che facevo parte di un partito di lavoratori, … comunisti, la trasformazione è immediata da dottor Jekyll a mister Hyde, “ah, partito di lavoratori… Comunisti”. Sanno perfettamente cosa avviene in Europa ai membri di partiti di opposizione. Vi risparmio il resto della trafila e l’attesa di un interprete di lingua italiana. L’interprete una donna kazaka, quando racconto sono stata stuprata da un gruppo di uomini dopo che tre mesi prima mi avevano detto che dovevo smettere di fare attività politica si è messa a ridere…

Già ha riso, come quel militare in borghese entrato nel mio studio Bibliografico con la scusa di voler acquistare un libro, un paio d’anni prima, mi disse sogghignando: “…ha rimosso…”, poi se ne andò. Sì, non mi ricordo nulla… probabilmente il mio cervello mi ha graziato. Mi hanno talmente massacrato che non mi ricordo nulla… provo solo un dolore immenso.

Preciso più volte che ora non voglio chiedere asilo, ma sono interessata a conoscere le procedure. Mi hanno minacciato più volte, se mi costringeranno, chiederò asilo per salvare la mia vita. Alla fine mi diranno che in quel momento non danno rifugio politico a nessuno. Però posso chiedere aiuto allo stato Kirghiso, mi dovrei rivolgere all’ufficio immigrazione e poi mi danno un indirizzo di un’associazione, una onlus immagino finanziata dagli occidentali. Non farò niente di tutto questo. Credo sia stato un errore, visto quello che è successo nei mesi successivi.

A titolo di pura informazione, nel 2017, il responsabile internazionale dell’ufficio dei rifugiati dell’ONU è italiano.

Intanto per sicurezza cambio hotel, dopo che ho scoperto che la titolare ha i parenti emigrati in Italia.

Mi trasferisco all’Hotel Alpinist. Resto lì dieci mesi. Lì sono stata narcotizzata e violentata. Credo che in questo hotel si sia saldato criminalità comune, corruzione e nazismo agli interessi della repressione europea e alla lotta tra frazioni del capitale in Italia.

Quando ero in Italia due persone differenti mi dissero che le violenze che ho subito sono “stupri di guerra”.

Stupro di guerra. Peccato che lo sapevano solo loro di essere in guerra.

Sarà che sono sempre stata una persona tranquilla, ma non capisco e mi rifiuto di capire certi metodi.  Metodi inutili in una fase storica come questa. Se ci fosse una guerra in corso o una guerra civile non lo capirei lo stesso, ma me lo spiegherei.

Dopo quello che mi è successo negli ultimi anni sono profondamente convinta che la causa dell’estremizzazione dei mussulmani in Europa oltre alle condizioni economiche e sociali pessime, sono i militari e civili annidati in associazioni sovversive e paramilitari, coperte dai servizi segreti locali e della propaganda finanziata per alimentare la paura e nascondere i problemi reali degli europei: disoccupazione, bassi salari, peggioramento delle condizioni di vita. Costruiscono dei nemici immaginari, una volta sono i mussulmani, un’altra volta gli ebrei, un’altra gli immigrati, un’altra ancora i sindacati o i comunisti,  su cui i frustrati e spaventati europei possono scaricare la rabbia invece di difendere i loro interessi. Sono una minoranza, ma una minoranza che fa rumore. Sono quelli che urlano forte per zittire i confusi.

Essendo italiana e non più giovane ho ben presente cosa fecero tra gli anni ’60 e gli anni ’90 del novecento, gruppi sovversivi di estrema destra, gruppi paramilitari come Gladio-Beyond, finanziati dalla Nato, dagli americani e servizi segreti “deviati”. Diventano sempre “devianti” quando si fanno beccare. Fecero tentativi di colpo di stato, stragi, misero bombe nelle piazze, sui treni, nelle banche, uccisero carabinieri e poliziotti e uccisero Moro. Moro fu ucciso dalle brigate rosse, terroristi controllati e manovrati dai servizi segreti italiani.

A me questa gente  fa veramente schifo. Quelli di ieri e quelli di oggi.  Di alcuni mi spiego il perché delle loro scelte, me le spiego con la forza delle ideologie borghesi, con l’incertezza economica diffusa, con la propaganda, con il mondo che è entrato in una fase storica nuova, quella generalizzata dell’acciaio dei cannoni e dei missili, con la necessità borghese di controllare le masse dei lavoratori.

In un mondo globalizzato, dove il nazionalismo è fumo negli occhi per nascondere la realtà dell’internazionalizzazione del capitale e serve a riempire le tasche di qualche predone, questi miserabili passano il tempo riempiendosi la bocca con la Patria, la Nazione…

E questo mi fa veramente incazzare: Miserabile immondizia umana, le centinaia e centinaia di persone morte nelle stragi, sui treni, nelle piazze, nelle banche, nei locali cos’erano e cosa sono? Ve lo ricordo: erano negli anni ’60/’80, italiani, i vostri compatrioti e oggi sono europei. 

Quello che scrivo in Italia è noto a tutti quelli della mia generazione.

Negli ultimi dieci anni hanno fatto circolare in Italia la voce che ” … forse, la strage di Bologna, 85 morti e decine di feriti, rovinati vita natural durante, è opera dei terroristi palestinesi!E’ un altro insulto ai morti e alle loro famiglie.

E’ sufficiente conoscere gli storici rapporti italiani con il Medio Oriente e gli arabi per sapere che è un’idiozia. Questo è buono per mistificare la storia e nascondere i crimini e confondere le idee ai giovani che la storia non l’hanno vissuto e non la conoscono.

Sono appassionata di storia, e lo studio della storia mi ha insegnato che i militari spesso sono degli emeriti imbecilli, ignoranti e disonesti oltre che pecore, ne ho avuto conferma in quello che mi è successo. E’ gente che non ragiona. A loro è richiesta l’obbedienza. Stop. E quando hanno dei margini di decisione individuale, sono degli imbecilli. Feroci imbecilli. Forse tra le poche eccezioni ci sono l’esercito Napoleonico e l’Armata Rossa, due eserciti espressione di due rivoluzioni. Una borghese e l’altra proletaria.

Un esempio per tutti: Quest’anno ricorre il centenario della fine della Prima Guerra Mondiale. Nel 1917 i soldati italiani furono accusati dagli Stati Maggiori e da tutti i giornali complici, di essere i responsabili della Disfatta di Caporetto, una battaglia con un costo in vite umane spaventoso, quasi 80.000 morti su i due fronti italiano e austriaco, decine di migliaia di feriti, centinaia di migliaia di prigionieri e oltre un milione di sfollati. E’ ingiurioso e falso, i responsabili furono gli ufficiali dello stato maggiore, arroganti macellai incompetenti, incapaci di impostare una tattica e una strategia mandarono al macello decine di migliaia di soldati. (E questo non lo dico io, sono stati scritti molti libri, denunciarono quegli imbecilli incompetenti e onorarono la memoria di chi a Caporetto aveva combattuto e perso la vita).

Torniamo all’hotel Alpinist.

Continua nel post successivo.

Repressione in Italia. 1.

dicembre 2018

Scrivo questo post perché’ sono in pericolo. Voglio salvarmi la vita. Non permetterò più a nessuno di violentarmi. E se mi succede qualcosa di peggio, voglio che si sappia la causa.

Sono in pericolo qui in Kirghizistan. Sono stata minacciata di morte e ora mi stanno facendo terra bruciata intorno. Stanno “lavorando” sulla mia reputazione. Gente che conosco qui, sempre gentile e sorridente, è un po’ di giorni che ha cominciato a evitarmi. Non mi salutano più, senza nessuna ragione. 

Sono comunista. Me ne sono andata dall’Italia dopo essere stata massacrata e aver tentato di denunciare quella feccia umana.

Quando sono partita dall’Italia, pensavo me ne vado, vado in qualche altro paese e ricomincio una nuova vita. M’illudevo.  L’Europa non è ancora finita, ma se c’è una cosa che funziona, perfettamente, è l’apparato repressivo europeo, e i suoi rapporti internazionali sono ottimi. In Kirghizistan non c’è neanche un’ambasciata italiana, in compenso tedeschi e francesi si occupano degli interessi italiani qui.

Qualcuno in Italia mi aveva suggerito di prendere un profilo basso. Di essere più invisibile possibile per salvarmi la vita. Sono tre anni che con il profilo “più basso possibile” me ne vado in giro da sola per il mondo, e alla fine mi sono impantanata qui in Kirghizistan.

Me ne sono successe di tutti colori, mi hanno drogata, narcotizzata come si è fatto sfuggire una persona, e violentata. (Precisazione: in tutta la mia vita non ho mai usato droghe, neanche ho mai fumato uno spinello e sono una donna piuttosto seria. Se qualcuno vuole capire come la penso io, può andare a leggere l’intervista di Clara Zetkin a Lenin sulla Questione femminile ). Hanno tentato di sequestrarmi, hanno minacciato di uccidermi e di buttarmi nel lago di Issy kul se non stavo zitta, mi hanno minacciato mille volte usando internet. Sono tre anni che dico a tutto il mondo che non faccio attività politica, e voglio solo essere lasciata in pace. Niente, tutto inutile.

ONDE PER CUI ORA RACCONTO COSA MI E’ SUCCESSO.

  1. Sono stata e sono perseguitata per le mie scelte politiche da oltre un quindicennio. In Italia, in Europa e in tutto il mondo è in corso una repressione feroce dei partiti dei lavoratori marxisti leninisti e non solo, anarchici o di chiunque altro possa mettere seriamente in discussione il sistema. Il tutto eseguito in modo feroce, ma mascherato.
  2. Il motivo per cui continuano a perseguitarmi anche qui, in Kirghizistan non è solo perché sono comunista. Si, c’è sicuramente qualche scemo locale che si presta con la scusa dell’anticomunismo, ma in realtà semplicemente per acchiappare i dollari o gli euro versati a pioggia dagli occidentali per corrompe e ottenere ciò che gli serve e violentare una donna che altrimenti non si potrebbero permettere. Se è vero, come temo e mi hanno detto, hanno imbastito un processo fasullo e mi hanno coinvolto costruendo prove false e non posso per ora verificarlo, poiché m’impediscono di chiamare in Italia, non è solo perché sono comunista.

Mi sono lambiccata il cervello a lungo, non capivo il perché, dopo avermi massacrato, ridotta come uno zombi, avermi fatto terra bruciata in torno, nel Partito e in ogni luogo, non mi mollavano.  

  1. A) In questo eventuale processo ottengono di distruggermi completamente la reputazione,  distruggere la mia credibilità, tanto da impedirmi di continuare di fare attività politica se tornassi in Italia.
  2. B) Mi utilizzano come pedina in un gioco che è più grande di me e in cui non centro nulla, e soprattutto visto che non ho sufficienti informazioni non sono neanche in grado di giocare.

Quello che ho capito è questo: Sono finita inconsapevolmente nello scontro tra apparati dello stato italiano e tra due gruppi economici e politici che in Italia si stanno facendo la guerra utilizzando tutti i mezzi possibili, stupri, ricatti, omicidi, scandali e compiono i crimini più efferati. Veri e propri predoni.

Violando la legge, i diritti costituzionali e i diritti umani delle persone, cosa di cui non gliene frega niente a nessuno.

In Italia e in Europa, non sono ancora finiti gli Stati Uniti d’Europa, ma se c’è una cosa che funziona oltre la Banca Europea è l’Apparato Repressivo europeo.

Apparato repressivo che assume varie forme. In Italia: polizia, carabinieri, servizi segreti interni e per l’estero, polizia politica, i servizi “coperti”, le associazioni a delinquere come la ex Gladio, militari, piccoli imprenditori e parassiti sociali vari che campano sui soldi messi a disposizione dello stato italiano e dalla NATO per reprimere il dissenso. Tutti quelli che ai tempi dell’ex Unione Sovietica erano impegnati nel fronte anti comunista si sono riconvertiti in spioni interni e massacratori di dissidenti e intanto si fanno la guerra tra di loro.

L’Ideologia, sono soprattutto fascisti e di destra, ma non solo, come mi fece presente qualcuno anni fa, sono tutti coinvolti, è solo una copertura per fare soldi sulla pelle altrui.

Dopo il crollo dell’Impero russo e la riunificazione tedesca con tutto quello che ha comportato nella geografia politica mondiale e lo sviluppo del dragone cinese che sta mettendo in discussione i rapporti internazionali, c’è stata un’accelerazione tale della storia che ha cambiato il mondo quanto una guerra mondiale e se per decenni chi faceva attività politica in un partito dei lavoratori marxista-leninisti come me non ha mai avuto problemi ora la questione cambia. Fanno lavoro preventivo, sanno quanto me che non sono lontani i tempi di una crisi profonda e generale del capitale com’è successo due volte nel ‘900. Il loro scopo è prendere il controllo dei partiti come il mio, per controllare i lavoratori in fasi di grandi movimenti di massa o momenti rivoluzionari. Sicuramente non è una cosa nuova, l’hanno fatto molte volte nella storia dell’ultimo secolo e mezzo. E’ nuovo per me e per i compagni del mio partito, fino a quando non è incominciato tutto questo eravamo passati indenni in tutto il disordine italiano grazie ad un uso intelligente degli spazi di libertà rimasti e che oggi si stanno chiudendo.

Io, sembro un catalizzatore di guai, in serie.  Ho compreso di recente perché avevo alle costole, servizi segreti italiani, tedeschi, francesi, turchi, kazaki e russi oltre ai kirghisi, gli ultimi “giustamente” perché stavo nel loro paese. Ho fatto inconsapevolmente una serie di errori.

Che cosa succede ai comunisti e non solo a loro, in Italia, nei particolari lo racconterò in un altro post. Avete presente la tanto disprezzata Corea del Nord burattino nel grande gioco tra le potenze, le dittature africane e di alcuni paesi asiatici, bene, probabilmente sono meno feroci con gli oppositori del loro paese. La repressione è mascherata, già perché nella pacifica e benigna Europa, patria dei diritti umani “non può venire alla conoscenza degli ignari” che gli oppositori oltre ad essere picchiati, sono torturati, stuprati, “le compagne stordite con droga e psicofarmaci date in uso a dei porci schifosi”. Ti distruggono la salute. Il lavoro. La calunnia è usata a piene mani. Ti distruggono la reputazione per impedirti di essere credibile nelle tue accuse. La prima cosa che fanno a una donna dopo averla violentata è farla passare per matta, poi per puttana e poi se non basta per prostituta.  Terrorizzano i famigliari, inducono persone a compiere dei crimini per poterli ricattare, e compiono una quantità di gravi crimini, violano i diritti costituzionali e i diritti umani, ma di questo parlerò più avanti.

Scriverò della complicità diffusa negli ambienti giudiziari, di magistrati, degli avvocati, certi giri della politica e dell’imprenditoria.

Alcune associazioni femminili che dovrebbero difendere le donne e invece le loro dirigenti si preoccupano di mettere a tacere le donne che “si ricordano”, come mi ha detto un’illustre avvocatessa a capo di un’associazione femminile “… c’era una che si ricordava… chissà dov’è adesso…?”, già che fine hanno fatto fare a quella donna che si ricordava e si era rivolta a loro per avere assistenza giuridica e aiuto?

Molti sanno esattamente cosa succede agli oppositori, tanto è vero che 9 avvocati ai quali mi ero rivolta, capito quale era la questione, si sono rifiutati con varie scuse di accompagnarmi in Procura a denunciare cosa stava avvenendo. Mi sconsigliavano, “Lasci perdere.” “Se li denuncia, la massacrano”, improvvisamente erano impegnati in processi importanti, altri semplicemente non rispondevano più al telefono.

Continua nel prossimo post.

Berlino (2)

A luglio vagavo per Berlino. Giravo per la città e non riuscivo ad afferrarla, a comprenderla.

Quando ero stata lì la prima volta era tutto chiaro, evidente: erano saltati i Patti di Yalta che avevano sancito la nuova spartizione del mondo dopo la 2a Guerra Mondiale, e soprattutto avevano diviso la Germania in due per ridurne la forza. L’impero Russo era crollato su se stesso. Dalle sue macerie si stava formando una nuova geografia politica.  Il Muro di Berlino era caduto e la Germania si era riunificata. E a Berlino era un ribollire…di tutto. Era un cantiere, era musica, era il mondo che cambiava…era splendida!

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Ovviamente dopo tanti anni era cambiata. La zona centrale intorno a Friedrich Strasse tirata a nuovo con i suoi grandi palazzi, i grandi e costosi negozi, piena di vita di giorno, ma desolata la sera. Come in molte altre città nel centro ci sono uffici, negozi ma la gente vive altrove.  Poi i quartieri come Kreuzberg, un pò decadente ma pieno di vita, di musica che mi ricorda un pò Barriera di Milano o San Salvario a Torino.

Per capire ho fatto chilometri a piedi, dal Memoriale degli ebrei, a Postdamer Platz ,  dalla Porta di Brandeburgo lungo il viale Unter den Linden fino ad Alexander Platz camminando per le vie che la circondano, Rosa Luxemburg Platz, Il quartiere medioevale ricostruito intorno alla Chiesa di San Nicola,i quartieri oltre la Sprea, intorno al giardino zoologico, Keuzburg,  il Museo della storia tedesca del ‘900; sono andata in autobus all’Orto Botanico uno dei più grandi nel mondo…

Cercavo di vedere la Berlino Ovest, praticamente un’isola, all’interno di Berlino, all’interno della Germania Est con un corridoio aereo per i rifornimenti, divenuta un simbolo, caposaldo dell’Occidente dietro la Cortina di Ferro. Caposaldo della democrazia contro il “socialismo reale” che non esisteva. Tutta demagogia e propaganda, ma è servita per oltre 40 anni per mistificare la Storia!!

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La Germania è il paese più ricco in Europa, però a Berlino la situazione è ben diversa. Osservi, lo vedi e lo senti. Mi trasmetteva tristezza e un senso d’inquietudine… Nel resto della Germania i lavoratori hanno i migliori salari europei, qui no. Qui è Est Europa. I salari sono bassi. La vita costa meno, anche l’ostello,  il City Hostel al centro di Berlino, è un ottimo ostello ed è uno dei meno costosi dell’Europa Occidentale!

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Un giorno sono partita dal Check Point Charlie seguendo il percorso del Muro, tra le case nuove e vecchie, attraversando giardini e ponti. Dove non c’è più il Muro. Sono arrivata fino alla Stazione di quella che era Berlino Est, ho attraversato la strada e proseguito lungo il pezzo di muro continuo conservato per la memoria storica, sarà lungo un chilometro e mezzo.

Da un lato è una galleria a cielo aperto, è coperto da opere di artisti di tutto il mondo, dall’altro, verso il fiume Sprea,  a luglio c’era una mostra fotografica temporanea sulle vittime della guerra in Siria.  Gigantografie.  Con una breve, sintetica, descrizione del momento in cui sono stati bombardati e i successivi soccorsi insufficienti tipici di una zona da anni in guerra, le operazioni chirurgiche ripetute, i mesi d’ospedale, il denaro che alcune Ong  elargiscono, del quale non ho capito il criterio.

Uomini, donne, bambini, menomati dai bombardamenti. Le foto non hanno nulla di sgradevole, non c’è compiacimento, ma sono sconvolgenti.  Sono la documentazione senza nessuna forzatura delle persone colpite dalle bombe. Non sangue, niente fasciature. Persone in piedi o sedute mutilate nei loro vestiti sobri o colorati. Ma gli occhi sono terribili.

Una ragazza, sui quindici anni,  il viso devastato, una gamba amputata sopra il ginocchio ha negli occhi il senso d’impotenza e la rabbia. Unica sopravvissuta con la zia di una famiglia di 11 persone. Per un momento mi sono messa nei suoi panni:  a quale giovane verrà mai in mente di corteggiarla, di chiederla in sposa…?

Un bambino di forse 6 anni, senza gambe, invece ha gli occhi sorridenti, lo sguardo  fa pensare che lui ce la farà, accanto due fratelli poco più grandi con lo sguardo spento.

Una donna anziana, un pò cicciona, alla quale una bomba a strappato le carni da un braccio, ha un piede malamente riattaccato (avranno pensato, nella fretta, tanto è vecchia), sembra che un grosso animale a morsi le abbia dilaniato le carni. Lo sguardo di questa donna che deve aver molto vissuto, esprime forza, neanche questa volta la vita è riuscita ad abbatterla.

Una giovane donna, bella, senza una gamba e senza un occhio, a fianco il marito che dalla postura, dallo sguardo, si capisce sarà sempre al suo fianco, ma il volto di lei è sconvolgente, ha un viso bello, la testa altera, dallo sguardo si capisce che forse non si riprenderà mai più.

E così decine di foto e di storie, intervallate da grandi vedute della loro città bombardata. Com’era la via o la strada prima e dopo i bombardamenti. Sembra impossibile che case belle, importanti di vari piani possano essere ridotti a tronconi, brandelli, mucchi enormi di macerie e nient’altro.

Quando me ne sono andata ero piena di tristezza e rabbia. Tristezza per quelle persone mutilate che di certo non hanno scelto la guerra. Rabbia contro tutti i fautori delle guerre. Rabbia per la disinformazione diffusa in Italia. E’ vergognoso il conformismo, il servilismo di certa stampa.  Da noi, mostre simili non esistono. L’altro giorno girando su facebook sono finita nella pagina di un giornalista torinese: Sosteneva, riferendosi al bimbo siriano con la maglia rossa, morto nel naufragio del suo gommone mentre attraversava il mediterraneo, non bisognasse mostrare delle foto così inquietanti. Per fortuna qualche volta qualcosa sfugge alla censura.

Eh si, bisogna mantenere la gente all’oscuro, così è più facilmente manovrabile. Gli illuministi sostenevano giustamente che il sonno della ragione genera mostri. 

Penso a tutte quelle brave persone, con i pingui conti in banca,  la pancia e il cervello coperti dal grasso dell’abbondanza, soprattutto sopra i ’50, tenute all’oscuro della realtà, sottoposti ad una propaganda massiccia che li rende timorosi per il futuro delle loro pensioni o dei loro posti di lavoro, di fronte ad un’economia che  erode i loro conti, se fossero correttamente informati inserirebbero il cervello e probabilmente sarebbero solidali invece di essere con la bava alla bocca nei confronti di quelli che identificano come nemici.

E’ dalla prima guerra del Golfo, 1991, che è cambiato il modo di fare informazione nei reportage o nelle informazioni sulle guerre. Da quando l’Italia per la prima volta dalla 2a guerra mondiale è stata coinvolta ufficialmente in una guerra. Niente immagini schioccanti, niente morti, niente feriti da quando teorizzavano “le operazioni chirurgiche” degli aerei inviati a bombardavano gli ex iugoslavi, cioè operazioni mirate che in teoria non dovevano fare morti. Invece causarono centinaia di morti e feriti.

Il caso vuole che 2 o 3 anni dopo mi trovassi in Germania in un corso intensivo di tedesco per stranieri. C’erano russi o Est europei di origini tedesca che venivano incentivati ad andare in Germania a lavorare, la vecchia madre patria aveva bisogno di manodopera ( sono troppo intelligenti questi tedeschi!); rifugiati politici curdi, turchi e siriani; pakistani, ragazze polacche e dell’ex Iugoslavia, tutti molto socievoli e disponibili fuorché una ragazza. Sentivo la sua muta ostilità, mi guardava in modo che più di una volta mi ero chiesta “questa che vuole”, avevo cercato di parlarle ma si allontanava sempre, o faceva quella che non capiva. Io non conoscevo ancora il tedesco, aspettai di avere un minimo di basi della lingua e poi con molta gentilezza l’affrontai e scoprì le ragioni della sua ostilità: quella ragazza di 22 anni era stata sotto le bombe a Sarayevo, quando gli aerei italiani facevano le “operazioni chirurgiche” e due suoi famigliari erano morti sotto le bombe.

Non sapevo cosa dire, tanto mi vergognavo di fronte al suo composto dolore. Cosa potevo dirgli? l’unica cosa che mi venne in mente fu di dirle che molti italiani ed europei erano contro la guerra, io con migliaia d’altri avevamo partecipato alle manifestazioni contro la guerra e per quello che poteva servire ero profondamente dispiaciuta.