Buchara.

Buchara per secoli tra le più importanti città della Transoxiana, distrutta da Gengis Khan, ritornò a essere una famosa, ricca città commerciale sulla Via della Seta e un importante centro religioso.

Tra il 1261 e il 1264 qui vissero Matteo e Marco Polo prima di andare verso la Cina! Buchara nei secoli attirò tra le sue mura importanti studiosi e poeti, tra i quali Abd Allah ibn Sina conosciuto in Occidente come Avicenna grande medico e astronomo. 

Buchara è bella. Piccolina. Il centro storico con le su madrase, le moschee, le cupole dei mercanti è Patrimonio dell’Umanità. Due o tre giorni sono sufficienti per visitarla. E’ un posto molto turistico, ma vale veramente la pena di vederla.

L’unica cosa irritante è che chi vive e lavora nel centro storico sono commercianti che campano sul turismo e sfacciatamente per loro sei un bancomat emettitore di banconote e basta!

IMG_0708
Mausoleo dei Samanidi.

Il Mausoleo dei Samanidi del 9° secolo, è uno dei luoghi più belli di Buchara, la stupenda armonia della sua architettura, insieme Soghdiana preislamica e innovativa, è un capolavoro dell’architettura mondiale. E’ una rappresentazione simbolica dell’universo. Ha la forma di un cubo simbolo della terra e della stabilità, la cupola semisferica che lo sormonta rappresenta il cielo. La bellezza delle sue facciate, costruite con mattoni seccati in forno che formano motivi diagonali, orizzontali, verticali, rettangoli, quadrati, rosette, e dischi, è evidenziata dalle colonne ai quattro angoli dell’edificio con piccole cupole che circondano la grande cupola centrale.E’ un luogo di pellegrinaggio musulmano, la gente entra a pregare sulla tomba, le sepolture sono nascoste nelle cripte sotterranee. Sarà l’armonia delle forme, sarà che la gente va lì a pregare e ci va con le migliori intenzioni, in questo luogo si respira, si sente qualcosa che ti trattiene lì dentro, e ti affascina.

IMG_0759
Madrasa Chor-Minor

L’altro luogo che mi è piaciuto particolarmente è la Madrasa Chor-Minor: “Quattro minareti”. Il corpo centrale della madrasa è circondato da quattro minareti con cupole blu una diversa dall’altra. E’ stato costruito nel 1807 grazie a un ricco mercante, però è evidente dalle pietre con antiche iscrizioni  (rune) che reggono le porte o sono inserite nei muri con altre colonne di un’epoca più antica, che è stato costruito su un antico tempio zoroastriano.

IMG_0768
Rune. Madrasa Chor-Minor
IMG_0776 (3)
Vecchie donne uzbeke sotto casa al fresco di fronte al Chor-Minor.

Ho cercato per due giorni il Chor-Minor, non riuscivo a trovarlo, è un po’ spostato rispetto a tutti gli altri edifici più importanti. Avevo una cartina illeggibile. Chiedo informazioni ad un uomo in bicicletta, mi accompagna, mi racconta che ha cinque figli e tutti studiano le lingue inglese, russo, francese, tedesco. Lui è fiero dei suoi figli. Prima di andarsene, dal sacchetto di plastica appeso alla bicicletta, prende un grande pane tondo, mi regala un pezzo del suo pane. E’ il pane più buono che ho mangiato in Uzbekistan!

A Buchara ci sono mille cose belle da vedere, conviene perdersi, girando a piede, con una carta e una guida, fermarsi ed entrare nelle madrase, dove spesso vendono, nel cortile interno o nelle celle degli antichi studenti coranici, prodotti di artigianato locale, o nelle mosche, dove si può; o sotto le antiche cupole dei mercanti dove potrete intavolare lunghe trattative per acquistare un tappeto, una tovaglia o un cappello in karakul. Mi mangio ancora le mani per non averne acquistato uno stupendo!

IMG_0656
Tra quei cappelli c’è il “mio cappello in karakul !”

Di fronte alla Madrasa della foto qui sopra c’è la Madrasa di Ulug-Bek, della fine del 1500, qui c’è un’iscrizione “La ricerca della conoscenza è il dovere di ogni seguace dell’Islam, uomo e donna”, conoscevo Ulug-Bek come grande astronomo, innovatore e saggio, conosciuto e apprezzato nella sua epoca e nei secoli successivi anche in Europa, dopo aver saputo di questa iscrizione, la mia ammirazione nei suoi confronti è ancora cresciuta! Consiglio a tutti la visita di quel che rimane del suo osservatorio astronomico a Samarcanda.

IMG_0655
Madrassa di Ulug-Bek a Buchara.

L’Ark è la fortezza-cittadella e il più antico edificio di Buchara, ricostruito più volte, ha mura imponenti. All’interno ci sono due musei e un’antica moschea e molti altri edifici, fino all’inizio del 20° secolo ospitava ancora 3000 persone.

IMG_0582 (2)
Leone nel cortile del trono della cittadella d’Ark.

Di fronte alla fortezza c’è la Moschea del Venerdì con il suo piccolo minareto e una delle poche vasche rimaste delle oltre 100 presenti fino all’inizio del ‘900 nell’oasi di Buchara, furono interrate perché erano diventate putridi e malsani acquitrini.

IMG_0735.JPG
La seconda cinta muraria della città.

A una certa distanza dall’Ark c’è la seconda cinta muraria che proteggeva la città, dell’8°sec. Le condizioni non sono buone come quelle degli altri edifici, ma di fronte c’è un piccolo mercato, dove si può comprare la frutta fresca!

IMG_0737

Il grande complesso del minareto Kalon, con la sua moschea, la madrasa ancora attiva e i grandi cortili interni con cupole e colonne è bello, imponente, dall’esterno sembra una fortezza inattaccabile o un nostro antico monastero.

IMG_0510.JPG
Il complesso del minareto Kalon visto dall’esterno.

Credo di essere una donna rispettosa delle religioni altrui, perché comprendo i meccanismi che portano le persone a credere, anche se sono atea, ma qui ho dato dello stronzo ad un fondamentalista islamico. Ero stata invitata a entrare nella moschea da un gruppo di donne islamiche, altrimenti non mi sarei permessa di entrare, dopo un po’ le donne se ne vanno, io resto. Arriva questo deficiente maleducato e con pessimi modi mi dice nella sua lingua che me ne devo andare, comincia ad agitarsi e sbraitare. Io sono esterrefatta e non mi muovo, anzi lo ignoro proprio. Telefona al guardiano che mi dice devo andarmene. Mi alzo, esco vado dal guardiano e gli spiego da incazzata la situazione. Quando capisce, ride e si scusa. 

IMG_0666
Cortile con il minareto Kalon.

Oltre agli splendidi edifici storici, nelle viuzze, le case sono costruite in fango secco, ma si vedono anche molte case nuove e si capisce la ricchezza prodotta dal turismo.

IMG_0689
Casa in fango.

Dopo il primo giorno con un sole splendido, un cielo blu, una luce eccezionale che si rifletteva si muri bianchi rendendo la città magica, poi essendo novembre, per tre giorni sempre cielo grigio.

Buchara è una città dove fare i turisti, apprezzare la storia, la bellezza e la grandezza della specie umana, ma non una città da viverci, come invece è possibile nella bella e moderna città di Taskent.

 

Tashkent. Come partire per Samarcanda e ritrovarsi a Buchara… in piena notte!

Novembre 2016.

Sono arrivata ieri sera che era quasi mezzanotte. Il treno da Andijan a Tashkent aveva quasi tre ore di ritardo… il viaggio in treno tra i campi di cotone, i frutteti e le vigne della Valle di Fergana è bello. Mi sono proposta di tornare in un’altra stagione e fermarmi nella valle.

La Valle di Fergana in tempi recenti è stata tormentata da sanguinose repressioni, rivolte, problemi territoriali con i vicini kirghisi e tagiki. I controlli sono severi. Si è obbligati ha registrarsi ogni notte in hotel, mentre in altre zone dell’Uzbekistan ti puoi registrare ogni tre giorni. Sono gli hotel a registrarti, è meglio ricordarglielo evitando così arresti e multe salate. Chi viaggia in bicicletta e vuole fermarsi a dormire sotto le stelle, nella Valle non può.

Non avevo prenotato l’hotel, alla partenza ero incerta se fermarmi in qualche città della Valle di Fergana o andare direttamente a Samarcanda. Nel 2° caso pensavo: arrivo a Tashkent, faccio il biglietto e proseguo. Non sapevo ancora come funzionano i treni, le biglietterie e i ritardi in Uzbekistan!

I treni sono sempre in ritardo… vai a capire perché, hanno poche linee, pochi  treni… bei treni, simili alla Freccia rossa.

Sul treno sono l’unica occidentale e tutti sono curiosi, una donna, una cantante lirica sta andando in ospedale a Tashkent per una delicata operazione, chiacchieriamo un po’, prima di scendere mi regala una forma di pane tradizionale e della frutta secca. Vorrei rifiutare, non so dove metterli, ma è impossibile, i vicini di sedile mi dicono che devo accettare, è di buon augurio per lei che va ad affrontare una difficile operazione. La ringrazio tantissimo.

IMG_0807

Arrivo nella notte e non so dove andare a dormire, vicino alla stazione non vedo hotel, per fortuna in treno avevo chiacchierato con molta gente, tra queste una donna e la sua bambina, le chiedo informazioni, lei con i suoi amici mi accompagnano in un hotel della città, piuttosto lontano dalla stazione. Costo 26 euro. In realtà il primo hotel dove mi hanno accompagnato costava quasi 200 euro! Pensano che gli occidentali siano tutti ricchi…

Mi alzo alle 6,30. L’impiegato dell’hotel mi accompagna alla stazione, saranno 5 km e si fa pagare 8000 sum, la stessa cifra pagata per fare 70 km!

Arrivo alla stazione pensando di prendere il treno delle 8.45, avevo visto l’orario su internet, invece partiva alle 7.45! C’è folla, la coda è molto lunga, coda, si fa per dire… centinaia di persone ammassate davanti agli sportelli, tutti che ci provano a passarti davanti, gli uomini sono particolarmente stronzi…tutti usano falsi privilegi per superare gli altri, tirano fuori tessere, si fanno accompagnare da un poliziotto, parlano all’orecchio dell’impiegato che controlla tutto questo casino e che li agevola se paghi, la gente in coda brontola seccata, ma fanno poco per impedirlo.

Ci sono varie possibilità: ore 8.45 treno di lusso, 124.000 sum=37 euro; ore 17.15, 57.000 sum=17 euro oppure 18,45 posto economico 37.000 sum=11 euro. Scelgo quest’ultimo treno, così posso vedere la città di Tashkent.

E’ un’ottima idea e una bella esperienza.

L’oasi di Tashkent ha 2,2 milioni di abitanti, capitale dell’Uzbekistan si trova in uno stato in cui tre quarti del territorio è desertico, ha una storia antica, ci sono dei riferimenti a questa città in testi cinesi del II°secolo a.C. (all’epoca si chiamava Beitan).

Non avevo preso in considerazione una visita della città. Se non perdevo il treno del mattino, non mi sarei fermata. Credo sia sottovalutata dal turismo internazionale. E’ una bellissima città. La parte moderna mi è piaciuta moltissimo. Sulla cupola del Forum dei congressi c’è un gruppo di cicogne! Un paese che usa le cicogne come simbolo non può che essere un bel posto.

IMG_0410_edited
Cicogne sul Palazzo dei Forum

Tashkent fu quasi completamente distrutta da un tremendo terremoto nel 1966. Completamente ricostruita ha grandi viali, parchi, giardini, bei palazzi e intorno al Bazar Chorsu quel poco che si è salvato della città vecchia.

IMG_0389_edited

Arrivo in metro alla piazza Timur Amir Maydan, spiccano l’immenso Hotel Uzbekistan e lo spettacolare Palazzo dei Forum Internazionali, costruito come palazzo di rappresentanza della nazione, ospita cerimonie di stato, congressi, conferenze e momenti culturali che riguardano tutta la nazione.

IMG_0430
La Biblioteca Nazionale

Dalla città nuova al Bazar Choursu cammino lungo un viale alberato per qualche km, intorno begli edifici monumentali moderni come la Biblioteca nazionale, parchi, bei palazzi, poi prendo l’autobus e qui conosco una coppia di giovani, lui di origini kazake, lei uzbeka. Mi accompagnano in giro per il bazar Choursu, il più grande della città. Uno dei più bei bazar che ho visto in Asia Centrale. Grande, alcuni padiglioni sono posti in suggestivi edifici rotondi di epoca sovietica. Ordinati e puliti.

IMG_0454_edited
Uno degli edifici del Bazar Choursu

Vicino all’ingresso del bazar c’è l’antica e bella Màdrasa Kukeldash costruita nel XVI° secolo e la Moschea Jami del XV° secolo.

IMG_0492
La madressa e sullo sfondo le cupole della moschea.

Usciamo dal bazar, andiamo in un caffè a bere tè e a mangiare la torta comprata nel padiglione dei dolci e del pane. Buonissima!

Visitiamo la màdrasa Kukeldash e il suo giardino interno. I due ragazzi devono tornare a casa, per non lasciarmi sola telefonano a un loro amico, che arriva con un altro amico turco, insieme andiamo a visitare il complesso religioso di Sheikhantaur, tre antichi mausolei del XVI°, in uno di essi c’è il più antico Corano dell’Asia centrale, non posso vederlo perché sono un’occidentale! C’e’ una festa religiosa. Essendo una libraia antiquaria mi secca un po’, amo i libri antichi. Una cosa è certa gli uzbechi sono un po’ fissati ed estremisti sulla questione religiosa, lo verificherò in più di un’occasione.

IMG_0503
L’edificio del Circo costruito in epoca sovietica.

COME PARTIRE DA TASHKENT PER SAMARKAND E FINIRE A BUCHARA (Buxoro in uzbeco) in piena notte!
Acquisto il biglietto per Samarkand, 37000 sum uzbeki. Km 344. Sono tre giorni che viaggio senza una pausa… sono stanchissima. In più sul treno c’è una persona che disturba la parte più profonda di me. MI ADDORMENTO. Dopo tre ore mi sveglio, vedo una grande stazione… chiedo a una donna è Samarcanda? No, è la prossima (era mezza addormentata anche lei, infatti quella era la stazione di Samarcanda! Il mio sensore interno non sbaglia mai… peccato che spesso non lo ascolto!).
Mi riaddormento, passano un’altra ora, mi sveglio, guardo l’orologio, mi dico non è possibile… è vero che i treni uzbeki sono sempre in ritardo, ma questo è troppo.
Vado dalla ferroviera, quando capisce, vuole farmi scendere alla prima stazione, così posso prendere il 1° treno per tornare indietro. Mi rifiuto. Sono le 23,30 di sera. Sono sfinita e visto che ormai manca solo un’ora a Buchara tanto vale che cambio il mio piano di viaggio.

IMG_0505_edited
Tappeti uzbechi al vento a Buchara.

Mi ci vorrà un bel pò a farle capire perché non voglio scendere, credo sia un problema tipico di gente che vive in paesi dove ci sono dittature o poche libertà e povertà. Se dici che vai lì devi andare lì, altrimenti ti guardano con sospetto. “Chissà che cosa ha in mente questa? Sarà una spia?”.

Questa è una delle cose che da un lato fa ridere, dall’altra è demenziale… 

A metà novembre, a Samarcanda, un pomeriggio sul tardi è buio pesto e mi sono persa! Il mio hotel è trenta minuti dal Registan, sto tornando, ci sono pochissime luci, è talmente buio che non riesco a leggere la cartina, ad un incrocio c’è una fermata d’autobus con un sacco di gente, io con la mia cartina in mano cerco di fermare qualcuno, niente… è gente di corsa che torna a casa dal lavoro, sono straniera, mi guardano con diffidenza e se ne vanno,  finché non m’incazzo e alla fermata con decine di persone, in perfetto italiano e sventolando la mia cartina, alzo la voce e gli dicono che sono una turista e non una spia che non so’ come fare a tornare in hotel, e il loro paese è uno dei più poveri dell’Asia, non so’ cosa cazzo c’è da spiare… e magia… tutti si fanno intorno e mi spiegano come tornare!

Provate un po’ voi a trovarvi da soli, in un paese asiatico, di notte, al buio, con male ai piedi  boia, dopo aver camminato tutto il giorno e senza sapere come fare a tornare in hotel, come improvvisamente diventate “socievoli”!

IMG_0538
Le mura imponenti dell’Ark, la fortezza di Buchara.

Il giorno prima cercavo un museo, succede la stessa cosa: chiedo informazionie a tre persone diverse,  perché non c’è un cartello con il nome della via in cui mi trovo, manco a pagarlo, e non c’è un indicazione in nessuna via del centro, tutti e tre mi guardano e non mi rispondono e vedo che hanno timore e un punto interrogativo stampato negli occhi, se ne vanno svelti senza darmi informazioni. Il posto che cercavo era dall’altra parte della strada. Non vado in giro vestita come una barbona, sono vestita normale, ho capito cosa gli frullava nella mente, gli chiedevo  a 20 metri dal museo, dov’era… questi vivendo in un paese dove ci sono state violente repressioni ed è evidente lo stretto controllo poliziesco (sono proprio arroganti) si chiedevano se ero proprio una straniera o se ero qualcuno dell’apparato repressivo del paese che li metteva alla prova, se svelavano qualcosa di segreto…

Stessa cosa per le fotografie, non puoi fotografare le stazioni, dicono che hanno problemi con il terrorismo. L’obiezione, potrebbe essere, non sono asiatica e neanche mussulmana e se fossi asiatica sono anche un po’ avanti negli anni per andare in giro a fare simili bestialità, cose che di solito fanno dei giovani indottrinati a dovere.

Non puoi fotografare le metropolitane, ministeri, palazzi o dei cessi di fabbriche che da noi sarebbero chiuse da 40 anni, un giorno mi hanno ripreso perché fotografavo un muro… in realtà stavo fotografando l’albero sopra il muro. Questo mi è successo in 3 paesi differenti e mi hanno spiegato che oltre il terrorismo temono la concorrenza, secondo me bisognerebbe un’attimino inserire il cervello: ma cosa vuoi che mi freghi di fotografare delle fabbriche o dei palazzi mezzi in disuso se non perché da noi li hanno già tirati giù 30 anni fa e sono caratteristici per la loro architettura o perché appartengono ad un periodo storico ormai finito. Potrei, forse, capire se fossero delle nuove Sillicon Valley o qualche altro posto del genere, ma sono economie arretrate…

DSCN2960
Muro kirghiso che vai a sapere perchè non avrei dovuto fotografare.

Ora che mi sono tolta un sassolino da una scarpa torniamo al treno!

La ferroviera, quando capisce la mia stanchezza, mi fa sedere nel suo scompartimento e mi offre il te. E poi lei e altre due persone mi saranno di grande aiuto. E’ gente che sa’ cos’è la solidarietà. In paesi come l’Uzbekistan, il Kazakistan dove esiste una condizione delle donne pessima (molto peggio che da noi) ho trovato una solidarietà tra le donne che non ho mai visto da nessun’altra parte…

Sono meravigliose. Ero sfinita. Stavo per svenire dalla stanchezza. Mi hanno fatto dormire, di nascosto, nell’Hotel dei dipendenti delle ferrovie… alle 6.30 prima del cambio turno, una di loro mi ha svegliata, entro le 7 sono uscita, fresca e riposata. 

In questi mesi, mi sono fermata in ostelli o in guest house, più raramente in hotel, in Uzbekistan invece sono stata quasi sempre in Hotel, i prezzi di novembre erano buoni, i costi quelli di un ostello. Avevo visto su internet dei prezzi alti…
A Buchara sono arrivata in taxi dalla stazione ferroviaria, 10 km a piedi non li potevo fare trascinando il mio trolley. Spesso in Asia Centrale le stazioni sono a molti km dal centro città. Mi sono fermata al primo hotel, mi hanno chiesto 80 euro da 150 del listino. Saluto, passo al successivo 60, a quello dopo 45 però dopo una trattativa erano diventati 35 euro…

IMG_0621
Cammello davanti all’Ark a Buchara.

Stavo per fermarmi lì… fortuna vuole che il taxista gentile, ma un po’ impiccione, tutte le volte entrava con me in un nuovo hotel, quando va per prendere le valigie, trova la macchina chiusa e con le chiavi nel cruscotto.

Passerà mezzora a scassinare la sua macchina! Con l’aiuto di colleghi e passanti alla fine riuscirà ad aprirla…

Intanto che aspetto di recuperare trolley e zaino mi guardo intorno e punto su un’altro hotel, questa volta 35 euro, alla fine pagherò 23 euro al giorno ( su internet è a 90 euro) cioè 80.000 sum,  PERCHE’ HO CAMBIATO la valuta IN BANCA. Mentre a Samarcanda, Tashkent, Kokand, pagherò la stessa cifra 80.000 sum ma visto che AVRO’ IMPARATO A CAMBIARE AL MERCATO NERO LA STESSA CIFRA CORRISPONDERA’ A SOLI 12 EURO SCARSI!!
Concludendo in Uzbekistan si cambia solo al mercato nero altrimenti paghi tutto doppio! No, una volta in banca serve per avere una ricevuta per giustificare i sum che hai in tasca, se mai qualcuno te lo chiedesse, ma non credo. (vedi Post scriptum).

Il giorno dopo mi sveglio… e quello che vedo m’incanta c’è un cielo blu estivo, la luce e il contrasto con il colore degli edifici e qualcosa che è difficile da descrivere. Faccio centinaia di fotografie. Stupende.
Mi sveglio il giorno dopo il cielo è grigiastro, la magia e finita. E PORCA P. le foto dal mio telefonino sono sparite…

IMG_0646
Il mio hotel a Buchara.

PS. Dopo le elezioni del dicembre 2016, seguite alla morte del Presidente Karimov, al potere da vent’anni, un po’ di cose sono cambiate. Il cambio al mercato nero non e’ piu’ favorevole come nel 2016. E pare che sia obligatorio per gli stranieri pagare gli hotel, in valuta pregiata, dollari o euro. Se partite con un viaggio organizzato da una agenzia la questione non si pone, mentre per chi viaggia da solo o con un viaggio fai da te e’ bene informarsi. E’ bene avere un po’ di contante. Continuano ad esserci problemi a prelevare con carta di credito o bancomat anche in banca. Un giorno, finito il contante, ho dovuto girare 6 banche a Buchara prima di trovarne una che mi facesse prelevare. Avevo i capelli dritti in testa, neanche in Hotel era possibile pagare con la carta di credito, mi chiedevo come cavolo avrei fatto!

IMG_0624

 

 

 

Vi racconto Bishkek. Bazar (4). La frutta… fresca e secca. Orto Sai Bazar.

Un’altra delle belle sorprese di questa città, nel bollente inizio d’estate è la …FRUTTA. Nel tardo pomeriggio di solito passavo attraverso l’Orto-Sai Bazar, ma senza far troppo caso alla merce sulle bancarelle, finché un giorno la mia attenzione è stata attratta dal colore delle albicocche e inchiodo come un cane da caccia che ha fiutato la preda!

Era il colore giusto!

Sono anni che non mangio albicocche perché in Italia fanno veramente schifo, totalmente insipide. Sono raccolte acerbe chissà dove, messe nei frigo e spedite nei mercati e supermercati. Negli anni ogni tanto facevo un tentativo…totalmente inutile. Già il colore tradiva la loro insipienza.

DSCN0149

Timidamente ne acquisto quattro o cinque, memore delle fregature italiane. Mi allontano di un passo e le annuso…siiiii, hanno quell’odore dolce, ne mangio una… sono gustosissime, hanno il sapore delle albicocche…quelle della mia infanzia, quelle che raccoglievo da un albero di albicocche in un campo di mia nonna.

E da lì inizia la mia immersione serale nella frutta locale…Faccio l’assaggiatore di frutta kirghisa! Squisita.

Intanto ci sono almeno 5 tipi diversi di albicocche. Un tipo senza la pelle porosa e morbida bensì con la pelle liscia e il colore con sfumature rosate e gialle sa di albicocca e liquirizia.

Le ciliegie di varie qualità sono enormi, succose. I primi giorni le acquistavo a 100 sum ora le vendevano anche a 200, però sono le ciliegie più grandi e gustose che abbia mai visto.

DSCN0190.JPG
More.

 

Le fragole, profumate, non molto grandi, mentre passavo tra i banchi immersa nel profumo di fragole… mi facevano camminare dieci centimetri da terra, come Snoopy e ne ho fatte scorpacciate, per fortuna non sono allergica come mia sorella altrimenti non mi sarebbe venuta un’eruzione cutanea, ma un’eruzione vulcanica!

DSCN0134
Squisite, profumate fragole.

 

Una sera ho comprato mezzo kilo di “Ampoule” (franco-provenzale) i lamponi, erano talmente colorate, grosse, sode e gustose che me le sono mangiate quasi tutte per strada.

E dopo la frenesia dei primi minuti…come il solito….mi sveglio, “Shit”, anche questa volta ho mangiato la frutta senza lavarla! Praticamente non l’ho mai lavata.

DSCN0143
I primi grappoli d’uva.

 

Ogni frutto, le prugne, le pesche….ha il suo sapore originale. Finora, mai una volta, ho mangiato un frutto insipido. Un paradiso!

Poi è cominciata la stagione delle angurie e dei meloni e si vedono grandi cataste di angurie.  Da una ventina di giorni sono arrivate l’uva bianca e nera. Ora si sono aggiunte le pesche.

DSCN0180
Angurie e Meloni.

 

Per tutto l’inverno avevo mangiato mele e banane. Ci sono tante varietà di mele. Le mele originarie provengono da qui, dal Kirghizistan e dal Kazakistan.

Nei Bazar e nei supermercati ci sono immensi banchi di frutta secca. Grandi contenitori strabordanti di gherigli di noci, mandorle, albicocche – famose quelle uzbeche – fichi secchi, prugne, datteri, uvetta – almeno di tre tipi diversi- mele, arachidi , noci, mele a fette….., e molto altro.

In tutta l’Asia Centrale è molto diffusa, già in Russia la gente nelle lunghe ore di viaggio sui treni russi mangiava pane, frutta secca e pesce affumicato.

DSCN0026
Frutta secca.

 

Così ho preso l’abitudine di comprare la frutta secca. Buona, è molto nutriente, leggera e occupa poco spazio. Con piccole quantità vanno avanti giorni. Quando vado in montagna porto solo quella. Lo zaino è leggero e sei subito sazio. D’altronde i nostri nonni in tutto il mondo, quando viaggiavano o andavano al lavoro, spesso mangiavano pane e qualche frutto secco.

Tempo fa in un altro Hotel conversando con un esportatore europeo avevo scoperto alcune cose interessanti: il Kirghizistan è un grande esportatore di noci, mandorle frutti di bosco e funghi in tutta Europa e Russia.

Sulla tavola imbandita sempre a fine pranzo, è offerta frutta secca. E’ di buon augurio.

Molte volte nei lunghi viaggi in treno, in Russia, Kazakistan e in Uzbekistan la gente mi ha offerto pane e frutta secca.

 

DSCN0177
Frutti di bosco.

 

Le foto sono del mese di agosto 2017. Non ho foto di giugno e luglio perchè a fine maggio ho dimenticato la macchina fotografica su una panchina e naturalmente quando sono tornata ne ho trovate….due! Negli stessi giorni in un caffè vado in bagno, appoggio il cellulare, torno dopo 15 minuti… ovviamente non c’era più.  Avrò avuto anche dei buoni motivi per essere distratta,  ma lì ho deciso che dovevo “curare ” la mia sbadataggine e per due mesi non ho ricomprato nè il cellulare, nè la macchina fotografica…e mi sono persa un mucchio di foto favolose perchè a giugno e luglio la luce è stupenda, non ho mai visto dei tramonti così belli…ma quando ci vuole, ci vuole!

Bishkek. 3. Dordoi Bazar.

Fine ottobre 2016.

Al Dordoi Bazar a detta di tutti il più grande bazar dell’Asia, (non sò se è vero… grande è grande.) ricco di merci, da quelle scadenti a quelle di grande qualità e ottimi prezzi, sono stata una sola volta, con un inglese-americano un po’ cretino, con seri problemi nei confronti delle donne. Insegnante d’inglese all’Università di Bishkek. Molto più giovane di me, sportivo, habitué di una palestra locale.

Mi dice: “Sono già stato là altre volte a piedi.”

 

IMG_2120
Foto del bazar di Korday, Kazakistan.

 

Non so cosa volesse dimostrare… mi dice ci saranno 5-6 km a piedi, io : “Ok, mi piace camminare, 5 km a piedi li faccio spesso, quando perdo l’autobus, dalla stazione del treno al paese di mia madre, in montagna e in salita.” Andiamo.

Partiamo con un buon passo, già dopo qualche isolato aumenta l’andatura e cerca di distanziarmi. Io penso: “Boh? Cosa va cercando questo?”.

Aumento l’andatura, ma senza esagerare…se sono 5 km, non voglio scoppiare.

Dopo un po’ capisco che è una sfida, non ne comprendo la ragione, ma lo è… E decido di divertirmi. In fondo sono “solo” 5 km. Posso farli senza problemi. Intanto lui continua ad aumentare il passo, cammina qualche metro avanti a me, non gli lascio mai più di due o tre metri di distanza, ma non modifico la mia andatura, intanto passano il tempo e i km, comincio a chiedergli “ma sei sicuro che siano solo 5 km?” “Sì, fra un po’ arriviamo”. Penso che si sbagli di grosso, però ho accettato silenziosamente la sfida. Lui aumenta ancora l’andatura, è sempre più rosso in viso e non ha più il sorrisino sulle labbra.

 

IMG_2124
Tre simpatiche donne felici di farsi fotografare. Bazar di Korday. Kazakistan.

 

A un certo punto – dopo…10 kilometri….sì porca zozza, alla fine erano più di dieci km!! Se l’avessi saputo prima con il cavolo che mi facevo acchiappare in questa stupida sfida! – taglio una curva e lo sorpasso, ho visto il timore sul suo viso… mi sorpassa di nuovo.

Arriviamo al Dordoi Bazar, giriamo un po’, ci fermiamo a mangiare dei Manthi, tipico piatto locale a base di pasta ripiena di carne, e tè.

A un certo punto mi dice che ha “mal di testa”, dopo la terza volta che me lo dice, io con la più grande faccia di bronzo: “ …Se non ti senti bene, possiamo tornare in autobus.” Lui: “Si, Sì”. Cerchiamo la fermata”.

Non aspettava altro! Sogghigno, soddisfatta…

In realtà non avrei mai potuto tornare indietro a piedi e rifarmi a passo di corsa altri 10 Km. Sarei morta stecchita dopo 50 metri…!!!

Nei giorni successivi gli ho chiesto più volte, “… allora ti va di fare una passeggiata?.”

”Stranamente” ha sempre rifiutato!!! AH, AH, AH.

IMG_2142

P.s. non ho foto del Dordoi Bazar. Le foto sono dei bazar dei dintorni.