Gita a Burana Tower e a Ak-Beshim. Kirghizistan.

Post pubblicato su Vivere e viaggiare in Kirghizistan, blog iniziato e lasciato a metà dell’opera! Ripubblico il post perchè mi è piaciuta molto la gita e La Torre di Burana e dintorni meritano una visita.

29 Aprile 2018.

Ieri per festeggiare il mio compleanno ho visitato i resti di due antiche città. Ak-Beshim, l’antica Suyab, città del V-VI secolo, a circa 6 km da Tokmok, poi Il minareto di Burana (Burana Tower)e quello che rimane dell’antica Balasagun, città fiorente tra il X e XIII secolo. Si trova a 13,5 km da Tokmok e 15 da Ak Beshim.

A 25 km da lì nel grande pianoro di quella che è la Valle del Chuy, ci son le rovine di un’altra città ancora più antica, Krasnovonoe, qualche secolo BC. 

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La piana del Chu, sullo sfondo una delle catene che formano le montagne Tian Shian.

Sono arrivata da Bishkek a Tokmok con un marshrutka per 50 Som, e 80 km di strada, era possibile arrivare nei dintorni di Burana con un altro marshrutka, e poi fare un pezzo a piedi nei prati. Quella era la mia intenzione, una simpatica signora conosciuta nel viaggio voleva accompagnarmi fino al bazar a prendere il nuovo autobus, se non ché parlando con i taxisti  che ci hanno circondati appena scesi dall’autobus ho avuto conferma di quello che temevo, non c’era nessun collegamento con Ak Beshim. Dopo una trattativa serrata e divertente con uno di loro, che cercava di conquistarmi prospettandomi una quantità industriale di serpenti nei prati che avrei attraversato e altre cose terrificanti, tra le risate dei suoi colleghi e le mie finte smorfie di terrore, ho deciso che 750 som, (11euro) pur essendo una cifra esagerata, valevano la pena per farmi scarrozzare in giro per i villaggi e le campagne dei dintorni.

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Burana Tower. Campo di Bal-bals.

In Kirghizistan ci sono pochi resti delle antiche civiltà, non perché non ci sono state antiche città,  queste terre erano al crocevia di importanti rotte commerciali e di grandi imperi, dalla Cina le merci andavano verso Occidente  sull’Antica Via della Seta,Mediterraneo, Europa, Medio Oriente, Paesi Arabi; qui passarono tutti, dal mongolo Gengis khan, agli eserciti degli imperatori cinesi della dinastia Tangagli ughuriai turchi dell’impero ottomano, e prima ancora gli imperi iranidi,  il problema sta sicuramente nelle invasioni e poi nei materiali da costruzione, le mura degli edifici erano costruite in fango, terra, poi con mattoni crudi, dal X sec. circa in poi in mattoni cotti. Non so in quale periodo, ci fu una decadenza che disperse le città e la popolazione vivendo di pastorizia divenne o tornò a essere completamente nomade.

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Burana Tower.

I kirghisi, mi raccontava il mio erudito taxista, non sono originari di queste terre, ma provengono dalle zone intorno al fiume Enissei, i primi abitanti erano Sciti, successivamente s’insediarono popolazioni Uighure, che furono cacciate al di là delle montagne del Tian Shan, dopo cruente battaglie con i kirghisi. La città fece parte di un Kanato turco. I cinesi occuparono per qualche secolo la zona. Ak Beshim è importante per la storia del Buddismo, ci sono le antiche rovine di un tempio,  secondo il mio taxista, una spedizione americana qualche anno fa concluse che un tumulo, una collinetta con mura di antichi edifici era di epoca cinese ed era un tempio di Shaolin. (Sarebbe interessante sapere come sono arrivati a tale conclusione visto il poco rimasto! Da ragazzina volevo fare l’archeologa… è un lavoro in cui occorre conoscenza ma anche grande immaginazione!  Nel piccolo museo della Torre di Burana ci sono gli oggetti ritrovati che portano all’identificazione delle varie rovine). Qui hanno ritrovato resti di templi buddisti, fortificazioni cinesi, ossari  zoroastriani, chiese nestoriane, bal-bals turchi.

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Missione archeologica giapponese su quel che resta di un tempio buddista.

In questo periodo c’è una missione archeologica giapponese che sta portando alla luce degli antichi edifici.

Camminando sui sentieri sterrati dell’area si trovano una quantità di pezzi di cotto, mattoni e altro consumati dal tempo. Il taxista mi voleva regalare un pezzo di terracotta, interessante, aveva subito una cottura, era in parte invetriato e aveva disegnato delle linee decorative, poteva essere parte di un piatto o di un vaso. Al mio rifiuto mi ha fatto notare che in terra era pieno di pezzi di terra cotta  e che era un ricordo della gita. E che lì intorno avevano trovato pezzi d’argento, d’oro, monete e molto altro. Insomma i tombaroli sono internazionali! (Scherzo, ma da noi le leggi sono severissime sul commercio di oggetti antichi).

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Ak-Beshim. Rovine.

Ho preso la terracotta e lo messa nello scavo dei giapponesi andati a pranzo! Sono stata a lungo appassionata di archeologia e di storia e mi emoziono di fronte ai resti del passato dell’umanità, ma proprio per questo ritengo siano patrimonio collettivo e vadano conservati per l’interesse di tutti e non all’interno della collezione  o della casa di qualcuno. Non era questo il caso essendo un pezzo 10×5 cm, però poteva essere il tassello per comprendere la storia di quel posto.

Ammetto però che ogni volta che vado a visitare un museo o una galleria d’arte, scelgo sempre uno o due quadri o oggetti che “mi porterei a casa”, e visto le migliaia di musei, gallerie d’arte e archivi che ho visto nella mia vita avrei una collezione fantastica! Se fosse possibile che senso avrebbe?  Nessuno.

Se voglio rivedere queste bellezze, so dove sono, se non le posso raggiungere le cerco su internet, e con me milioni di altre persone. Sono la bellezza del mondo. Ci sono delle cose che non si possono vedere in esclusiva, sarebbe meschino e miserabile perché appartengono al mondo, siamo noi, la nostra specie che nel corso dei millenni nonostante tutte le brutture è riuscita a evolvere ed esprimere cose grandiose.

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Burana Tower. Particolare.

Il taxista mi raccontò che avevano fatto rilevazioni satellitari e sotto le collinette lì intorno c’erano mura di antichi edifici, ma non avevano soldi per portarli alla luce, chi aveva le redini dello stato preferiva intascare i soldi…

All’ingresso dell’area di Ak Beshim (non c’è un ingresso), sulla destra ci sono i resti alcuni edifici in terra, le pareti hanno piccoli buchi, quando arrivo, uccellini vari scappano da tutte le parti perché lì c’è il loro nido! E lì ho visto una cosa fantastica, che non avevo mai visto in vita mia, solo sui libri: un Upupa! Bellissima, la cresta giallo-arancio dorata, è fuggita velocissima, era così inaspettata che non sono riuscita a fotografarla. Ho continuato a camminare in alto sulle rovine, quando qualche decina di metri più in là succede la stessa cosa, due Upupa fuggono velocissime, niente foto neanche questa volta, accidenti a me!

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Upupa. Dal vero sono bellissime. (foto del sito DigiscopingItalia)

Altra cosa bella è il paesaggio della valle del Cu (Chuy), la grande piana verde e sullo sfondo, ma vicine, le montagne. Ieri nel sole,  nella luce e nei colori vividi della primavera era spettacolare.

Riprendiamo l’auto e andiamo alla Torre di Burana.

La Torre di Burana è stata costruita nel XI secolo sui resti della città di Balasagun, costruita dai Sogdiani secoli prima. Dall’alto della Torre si vede la grande piana fertile tra le montagne del Tian Shan e si comprende il perché qui per molti secoli fiorirono antiche città.

Era da un pezzo che volevo visitare il sito di Burana, però guardavo le foto su internet e mi passava la voglia di andarci… mi sembrava misero…

Io sono italiana e nel paese da cui vengo, ogni città, villaggio o buco che sia, ha almeno una torre o un castello medioevale, delle chiese romaniche, o gotiche, delle mura romane, o delle tombe etrusche o dei resti del neolitico o dei petroglifi,  onde per cui sono abituata molto bene!

Invece val proprio la pena di fare una gita fin lì!

1° Il paesaggio. E’ stupendo. Le montagne innevate, il verde dei prati, il grigio dei campi arati, le pecore, le mucche e i pastori a cavallo. Ieri poi, 28 Aprile, era primavera, sole caldo, cielo blu, blu, prati verde smeraldo, da stare lì incantati a guardarsi intorno e basta…

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Pastore a cavallo tra le rovine del sito di Burana Tower.

2° Il minareto in mattoni cotti, molto più bello dal vero che su Internet, si può visitare. Si salgono 70 alti scali, all’interno di una stretta scala a chiocciola, al buio. Ci sono un paio di finestre lungo la scala. C’è coda, si sale solo quando l’ultimo è uscito, non passano due persone per volta. E’ alta 24 m., in passato era il doppio, ma è crollata a causa di un terremoto. Quando arrivo in cima e osservo intorno il paesaggio ho un attimo di felicità.

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Burana Tower. Un Bal-bal.

3° I Bal-bals. Le steli funerarie, provengono da varie zone del Kirghizistan. Sono belle. Figure scolpite, appena accennate, con decorazioni che descrivono il personaggio cui sono dedicate.

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Burana Tower. Petroglifo con inciso uno Stambecco.

4° I Petroglifi, incisioni rupestri su pietroni, cervi, camosci, uomini. Sono diffusi in tutto il Kirghizistan.

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5° La gente che visita il sito. E’ un posto allegro. Scolaresche, turisti, gruppi di giovani, coppie di sposi con annessi fotografo e amici/e un po’ bevuti e allegri.  Gli sposi che ho fotografato erano felici, ma veramente, avevano la leggerezza della felicità. Non capita spesso in Europa leggere sul viso di due giovani sposi quello che ho visto ieri in quei due ragazzi. Poi, cavalli e cani che girano per il sito.  Un cane mi ha adottato e per tutte le ore che sono stata lì, mi ha accompagnato. Paziente, mentre fotografavo, si sedeva e mi osservava. Poi ripartiva con me.

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Burana Tower. Il cane che mi ha “adottata” tra i Bal-bals.

E tutti quanti felici di farsi fotografare. Ti ringraziano perché li hai fotografati. Questo un po’ in tutto il Kirghizistan. Tempo fa, fotografai un’anziana donna in un cortile, prima le chiesi se potevo, poi le dissi che se era d’accordo l’avrei messa sul mio blog, che l’avrebbero vista in Europa e in molti altri paesi. Lei ci pensò un po’ su, mi chiese in tutto il mondo? Sì, le dissi. Lei con grande serietà mi guardò e con il capo mi disse di sì.

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Ragazzi kirghisi in gita a Burana Tower.

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