Repressione in Italia. 1.

dicembre 2018

Scrivo questo post perché’ sono in pericolo. Voglio salvarmi la vita. Non permetterò più a nessuno di violentarmi. E se mi succede qualcosa di peggio, voglio che si sappia la causa.

Sono in pericolo qui in Kirghizistan. Sono stata minacciata di morte e ora mi stanno facendo terra bruciata intorno. Stanno “lavorando” sulla mia reputazione. Gente che conosco qui, sempre gentile e sorridente, è un po’ di giorni che ha cominciato a evitarmi. Non mi salutano più, senza nessuna ragione. 

Sono comunista. Me ne sono andata dall’Italia dopo essere stata massacrata e aver tentato di denunciare quella feccia umana.

Quando sono partita dall’Italia, pensavo me ne vado, vado in qualche altro paese e ricomincio una nuova vita. M’illudevo.  L’Europa non è ancora finita, ma se c’è una cosa che funziona, perfettamente, è l’apparato repressivo europeo, e i suoi rapporti internazionali sono ottimi. In Kirghizistan non c’è neanche un’ambasciata italiana, in compenso tedeschi e francesi si occupano degli interessi italiani qui.

Qualcuno in Italia mi aveva suggerito di prendere un profilo basso. Di essere più invisibile possibile per salvarmi la vita. Sono tre anni che con il profilo “più basso possibile” me ne vado in giro da sola per il mondo, e alla fine mi sono impantanata qui in Kirghizistan.

Me ne sono successe di tutti colori, mi hanno drogata, narcotizzata come si è fatto sfuggire una persona, e violentata. (Precisazione: in tutta la mia vita non ho mai usato droghe, neanche ho mai fumato uno spinello e sono una donna piuttosto seria. Se qualcuno vuole capire come la penso io, può andare a leggere l’intervista di Clara Zetkin a Lenin sulla Questione femminile ). Hanno tentato di sequestrarmi, hanno minacciato di uccidermi e di buttarmi nel lago di Issy kul se non stavo zitta, mi hanno minacciato mille volte usando internet. Sono tre anni che dico a tutto il mondo che non faccio attività politica, e voglio solo essere lasciata in pace. Niente, tutto inutile.

ONDE PER CUI ORA RACCONTO COSA MI E’ SUCCESSO.

  1. Sono stata e sono perseguitata per le mie scelte politiche da oltre un quindicennio. In Italia, in Europa e in tutto il mondo è in corso una repressione feroce dei partiti dei lavoratori marxisti leninisti e non solo, anarchici o di chiunque altro possa mettere seriamente in discussione il sistema. Il tutto eseguito in modo feroce, ma mascherato.
  2. Il motivo per cui continuano a perseguitarmi anche qui, in Kirghizistan non è solo perché sono comunista. Si, c’è sicuramente qualche scemo locale che si presta con la scusa dell’anticomunismo, ma in realtà semplicemente per acchiappare i dollari o gli euro versati a pioggia dagli occidentali per corrompe e ottenere ciò che gli serve e violentare una donna che altrimenti non si potrebbero permettere. Se è vero, come temo e mi hanno detto, hanno imbastito un processo fasullo e mi hanno coinvolto costruendo prove false e non posso per ora verificarlo, poiché m’impediscono di chiamare in Italia, non è solo perché sono comunista.

Mi sono lambiccata il cervello a lungo, non capivo il perché, dopo avermi massacrato, ridotta come uno zombi, avermi fatto terra bruciata in torno, nel Partito e in ogni luogo, non mi mollavano.  

  1. A) In questo eventuale processo ottengono di distruggermi completamente la reputazione,  distruggere la mia credibilità, tanto da impedirmi di continuare di fare attività politica se tornassi in Italia.
  2. B) Mi utilizzano come pedina in un gioco che è più grande di me e in cui non centro nulla, e soprattutto visto che non ho sufficienti informazioni non sono neanche in grado di giocare.

Quello che ho capito è questo: Sono finita inconsapevolmente nello scontro tra apparati dello stato italiano e tra due gruppi economici e politici che in Italia si stanno facendo la guerra utilizzando tutti i mezzi possibili, stupri, ricatti, omicidi, scandali e compiono i crimini più efferati. Veri e propri predoni.

Violando la legge, i diritti costituzionali e i diritti umani delle persone, cosa di cui non gliene frega niente a nessuno.

In Italia e in Europa, non sono ancora finiti gli Stati Uniti d’Europa, ma se c’è una cosa che funziona oltre la Banca Europea è l’Apparato Repressivo europeo.

Apparato repressivo che assume varie forme. In Italia: polizia, carabinieri, servizi segreti interni e per l’estero, polizia politica, i servizi “coperti”, le associazioni a delinquere come la ex Gladio, militari, piccoli imprenditori e parassiti sociali vari che campano sui soldi messi a disposizione dello stato italiano e dalla NATO per reprimere il dissenso. Tutti quelli che ai tempi dell’ex Unione Sovietica erano impegnati nel fronte anti comunista si sono riconvertiti in spioni interni e massacratori di dissidenti e intanto si fanno la guerra tra di loro.

L’Ideologia, sono soprattutto fascisti e di destra, ma non solo, come mi fece presente qualcuno anni fa, sono tutti coinvolti, è solo una copertura per fare soldi sulla pelle altrui.

Dopo il crollo dell’Impero russo e la riunificazione tedesca con tutto quello che ha comportato nella geografia politica mondiale e lo sviluppo del dragone cinese che sta mettendo in discussione i rapporti internazionali, c’è stata un’accelerazione tale della storia che ha cambiato il mondo quanto una guerra mondiale e se per decenni chi faceva attività politica in un partito dei lavoratori marxista-leninisti come me non ha mai avuto problemi ora la questione cambia. Fanno lavoro preventivo, sanno quanto me che non sono lontani i tempi di una crisi profonda e generale del capitale com’è successo due volte nel ‘900. Il loro scopo è prendere il controllo dei partiti come il mio, per controllare i lavoratori in fasi di grandi movimenti di massa o momenti rivoluzionari. Sicuramente non è una cosa nuova, l’hanno fatto molte volte nella storia dell’ultimo secolo e mezzo. E’ nuovo per me e per i compagni del mio partito, fino a quando non è incominciato tutto questo eravamo passati indenni in tutto il disordine italiano grazie ad un uso intelligente degli spazi di libertà rimasti e che oggi si stanno chiudendo.

Io, sembro un catalizzatore di guai, in serie.  Ho compreso di recente perché avevo alle costole, servizi segreti italiani, tedeschi, francesi, turchi, kazaki e russi oltre ai kirghisi, gli ultimi “giustamente” perché stavo nel loro paese. Ho fatto inconsapevolmente una serie di errori.

Che cosa succede ai comunisti e non solo a loro, in Italia, nei particolari lo racconterò in un altro post. Avete presente la tanto disprezzata Corea del Nord burattino nel grande gioco tra le potenze, le dittature africane e di alcuni paesi asiatici, bene, probabilmente sono meno feroci con gli oppositori del loro paese. La repressione è mascherata, già perché nella pacifica e benigna Europa, patria dei diritti umani “non può venire alla conoscenza degli ignari” che gli oppositori oltre ad essere picchiati, sono torturati, stuprati, “le compagne stordite con droga e psicofarmaci date in uso a dei porci schifosi”. Ti distruggono la salute. Il lavoro. La calunnia è usata a piene mani. Ti distruggono la reputazione per impedirti di essere credibile nelle tue accuse. La prima cosa che fanno a una donna dopo averla violentata è farla passare per matta, poi per puttana e poi se non basta per prostituta.  Terrorizzano i famigliari, inducono persone a compiere dei crimini per poterli ricattare, e compiono una quantità di gravi crimini, violano i diritti costituzionali e i diritti umani, ma di questo parlerò più avanti.

Scriverò della complicità diffusa negli ambienti giudiziari, di magistrati, degli avvocati, certi giri della politica e dell’imprenditoria.

Alcune associazioni femminili che dovrebbero difendere le donne e invece le loro dirigenti si preoccupano di mettere a tacere le donne che “si ricordano”, come mi ha detto un’illustre avvocatessa a capo di un’associazione femminile “… c’era una che si ricordava… chissà dov’è adesso…?”, già che fine hanno fatto fare a quella donna che si ricordava e si era rivolta a loro per avere assistenza giuridica e aiuto?

Molti sanno esattamente cosa succede agli oppositori, tanto è vero che 9 avvocati ai quali mi ero rivolta, capito quale era la questione, si sono rifiutati con varie scuse di accompagnarmi in Procura a denunciare cosa stava avvenendo. Mi sconsigliavano, “Lasci perdere.” “Se li denuncia, la massacrano”, improvvisamente erano impegnati in processi importanti, altri semplicemente non rispondevano più al telefono.

Continua nel prossimo post.

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