Repressione. 3. Ufficio dei rifugiati, militari, neonazisti e stupri di guerra.

Ad agosto 2017 dopo mesi che ricevo minacce su Facebook, dove mi prospettano sequestri, omicidi e un processo già in corso in Italia, nel quale sono accusata di qualcosa d’infamante, cerco di mettermi in contatto con un avvocato noto per il coraggio dimostrato nei processi contro dei carabinieri e poliziotti in pestaggi finiti in omicidi. Non ci riesco. Cade subito la linea. Non riesco a parlare con nessuno dei miei conoscenti in Italia. Non so ancora oggi se è vero che hanno costruito delle false accuse e un processo fasullo per screditarmi o non c’è nessun processo, ma era tutto orchestrato per terrorizzarmi.

Sono spaventata, sono sola, non so cosa fare. Decido di andare a chiedere informazioni all’Ufficio dei Rifugiati dell’ONU di Bishkek. Penso se proprio marca male almeno so come fare a chiedere rifugio politico.

E qui imparo qualcosa d’altro sul sistema in cui viviamo, molte illusioni mi erano già cadute in Italia: mi accolgono a braccia aperte, spiego cosa mi è successo, gentilissimi, appena dico che facevo parte di un partito di lavoratori, … comunisti, la trasformazione è immediata da dottor Jekyll a mister Hyde, “ah, partito di lavoratori… Comunisti”. Sanno perfettamente cosa avviene in Europa ai membri di partiti di opposizione. Vi risparmio il resto della trafila e l’attesa di un interprete di lingua italiana. L’interprete una donna kazaka, quando racconto sono stata stuprata da un gruppo di uomini dopo che tre mesi prima mi avevano detto che dovevo smettere di fare attività politica si è messa a ridere…

Già ha riso, come quel militare in borghese entrato nel mio studio Bibliografico con la scusa di voler acquistare un libro, un paio d’anni prima, mi disse sogghignando: “…ha rimosso…”, poi se ne andò. Sì, non mi ricordo nulla… probabilmente il mio cervello mi ha graziato. Mi hanno talmente massacrato che non mi ricordo nulla… provo solo un dolore immenso.

Preciso più volte che ora non voglio chiedere asilo, ma sono interessata a conoscere le procedure. Mi hanno minacciato più volte, se mi costringeranno, chiederò asilo per salvare la mia vita. Alla fine mi diranno che in quel momento non danno rifugio politico a nessuno. Però posso chiedere aiuto allo stato Kirghiso, mi dovrei rivolgere all’ufficio immigrazione e poi mi danno un indirizzo di un’associazione, una onlus immagino finanziata dagli occidentali. Non farò niente di tutto questo. Credo sia stato un errore, visto quello che è successo nei mesi successivi.

A titolo di pura informazione, nel 2017, il responsabile internazionale dell’ufficio dei rifugiati dell’ONU è italiano.

Intanto per sicurezza cambio hotel, dopo che ho scoperto che la titolare ha i parenti emigrati in Italia.

Mi trasferisco all’Hotel Alpinist. Resto lì dieci mesi. Lì sono stata narcotizzata e violentata. Credo che in questo hotel si sia saldato criminalità comune, corruzione e nazismo agli interessi della repressione europea e alla lotta tra frazioni del capitale in Italia.

Quando ero in Italia due persone differenti mi dissero che le violenze che ho subito sono “stupri di guerra”.

Stupro di guerra. Peccato che lo sapevano solo loro di essere in guerra.

Sarà che sono sempre stata una persona tranquilla, ma non capisco e mi rifiuto di capire certi metodi.  Metodi inutili in una fase storica come questa. Se ci fosse una guerra in corso o una guerra civile non lo capirei lo stesso, ma me lo spiegherei.

Dopo quello che mi è successo negli ultimi anni sono profondamente convinta che la causa dell’estremizzazione dei mussulmani in Europa oltre alle condizioni economiche e sociali pessime, sono i militari e civili annidati in associazioni sovversive e paramilitari, coperte dai servizi segreti locali e della propaganda finanziata per alimentare la paura e nascondere i problemi reali degli europei: disoccupazione, bassi salari, peggioramento delle condizioni di vita. Costruiscono dei nemici immaginari, una volta sono i mussulmani, un’altra volta gli ebrei, un’altra gli immigrati, un’altra ancora i sindacati o i comunisti,  su cui i frustrati e spaventati europei possono scaricare la rabbia invece di difendere i loro interessi. Sono una minoranza, ma una minoranza che fa rumore. Sono quelli che urlano forte per zittire i confusi.

Essendo italiana e non più giovane ho ben presente cosa fecero tra gli anni ’60 e gli anni ’90 del novecento, gruppi sovversivi di estrema destra, gruppi paramilitari come Gladio-Beyond, finanziati dalla Nato, dagli americani e servizi segreti “deviati”. Diventano sempre “devianti” quando si fanno beccare. Fecero tentativi di colpo di stato, stragi, misero bombe nelle piazze, sui treni, nelle banche, uccisero carabinieri e poliziotti e uccisero Moro. Moro fu ucciso dalle brigate rosse, terroristi controllati e manovrati dai servizi segreti italiani.

A me questa gente  fa veramente schifo. Quelli di ieri e quelli di oggi.  Di alcuni mi spiego il perché delle loro scelte, me le spiego con la forza delle ideologie borghesi, con l’incertezza economica diffusa, con la propaganda, con il mondo che è entrato in una fase storica nuova, quella generalizzata dell’acciaio dei cannoni e dei missili, con la necessità borghese di controllare le masse dei lavoratori.

In un mondo globalizzato, dove il nazionalismo è fumo negli occhi per nascondere la realtà dell’internazionalizzazione del capitale e serve a riempire le tasche di qualche predone, questi miserabili passano il tempo riempiendosi la bocca con la Patria, la Nazione…

E questo mi fa veramente incazzare: Miserabile immondizia umana, le centinaia e centinaia di persone morte nelle stragi, sui treni, nelle piazze, nelle banche, nei locali cos’erano e cosa sono? Ve lo ricordo: erano negli anni ’60/’80, italiani, i vostri compatrioti e oggi sono europei. 

Quello che scrivo in Italia è noto a tutti quelli della mia generazione.

Negli ultimi dieci anni hanno fatto circolare in Italia la voce che ” … forse, la strage di Bologna, 85 morti e decine di feriti, rovinati vita natural durante, è opera dei terroristi palestinesi!E’ un altro insulto ai morti e alle loro famiglie.

E’ sufficiente conoscere gli storici rapporti italiani con il Medio Oriente e gli arabi per sapere che è un’idiozia. Questo è buono per mistificare la storia e nascondere i crimini e confondere le idee ai giovani che la storia non l’hanno vissuto e non la conoscono.

Sono appassionata di storia, e lo studio della storia mi ha insegnato che i militari spesso sono degli emeriti imbecilli, ignoranti e disonesti oltre che pecore, ne ho avuto conferma in quello che mi è successo. E’ gente che non ragiona. A loro è richiesta l’obbedienza. Stop. E quando hanno dei margini di decisione individuale, sono degli imbecilli. Feroci imbecilli. Forse tra le poche eccezioni ci sono l’esercito Napoleonico e l’Armata Rossa, due eserciti espressione di due rivoluzioni. Una borghese e l’altra proletaria.

Un esempio per tutti: Quest’anno ricorre il centenario della fine della Prima Guerra Mondiale. Nel 1917 i soldati italiani furono accusati dagli Stati Maggiori e da tutti i giornali complici, di essere i responsabili della Disfatta di Caporetto, una battaglia con un costo in vite umane spaventoso, quasi 80.000 morti su i due fronti italiano e austriaco, decine di migliaia di feriti, centinaia di migliaia di prigionieri e oltre un milione di sfollati. E’ ingiurioso e falso, i responsabili furono gli ufficiali dello stato maggiore, arroganti macellai incompetenti, incapaci di impostare una tattica e una strategia mandarono al macello decine di migliaia di soldati. (E questo non lo dico io, sono stati scritti molti libri, denunciarono quegli imbecilli incompetenti e onorarono la memoria di chi a Caporetto aveva combattuto e perso la vita).

Torniamo all’hotel Alpinist.

Continua nel post successivo.

Repressione in Italia. 2. Come riuscire a farsi inseguire dai servizi segreti di mezzo mondo…

Inizio questo post con una precisazione: nell’ultimo anno mi è stato suggerito più volte di comprare un passaporto falso e sparire.

Mi sono chiesta perché? Ho due risposte: 1) Chi mi fa quella domanda registra la mia risposta, e anche un “potrebbe essere un idea” detto da me per capire dove vuole andare a parare chi mi consiglia questo, se il verme poi lo gira alle forze dell’ordine locale, mi fa passare automaticamente per criminale. 2) Vogliono effettivamente farmi sparire. Eliminano un testimone. Mi uccidono. Fanno sparire il mio cadavere. Nessuno mi cerca. E nessuno si preoccupa perché fanno sentire la registrazione e dicono “eh, si quella ha fatto un passaporto falso, ed è sparita”. Chissà in quale paese è andata?” NON HO NESSUNA INTENZIONE DI SPARIRE. Non ho nessuna intenzione di acquistare passaporti falsi, anche perché non saprei come fare. Non ci penso proprio.

Un’altra cosa: può sembrare bizzarro, ma questi ultimi vogliono indurmi a chiedere asilo politico. Perché? Semplice: così non posso rientrare in Italia e testimoniare. Sì, perché è vero che sono traumatizzata, e se mi massacrano di nuovo, come pare hanno intenzione, mi fanno impazzire, però devono aver capito che in quel caso sarò ancora più determinata a far giustizia. E magari cambio metodo e potete stare certi che l’avrò giustizia. Effettivamente essere una mammoletta con dei feroci predoni criminali non è una buona idea.

Parto il giorno dopo che mi hanno violentato così tanto da danneggiarmi un’anca. Non mi ricordo nulla, ma sto così male e oramai so, conosco il loro modus operandi perché si sono presi il disturbo di venire a dirmelo. Per umiliarmi secondo loro.

Peccato per loro, io la mia dignità non la tengo in mezzo alle gambe, ma è nelle mie scelte di vita, nei decenni di lotte, nel rifiutare di tradire, nel voler migliorare la condizione umana.

Più avanti spiegherò perchè è successo di nuovo e nonostante le mille attenzioni non ho potuto difendermi dalle violenze.

Quando ero in Italia tre persone differenti, perfettamente al corrente, mi dissero che il mio stupro era uno stupro di guerra. Sono dei veri psicopatici. E che “…con lei hanno fatto un vero e proprio lavoro da manuale…”. Uno di questi manuali era su internet fino al 2014. Ci sono manuali in cui spiegano i metodi per annientare gli oppositori politici. Li uccidono, lasciandoli vivi. Uccidono le persone mentalmente, con violenze e torture. Le destrutturano.

Una persona, mi chiese: “…Ti ricordi ancora com’eri?”, sottointeso, prima di tutte quelle violenze.

No, ho scritto una parola sbagliata, quella non è una persona, di umano non ha più nulla.

Stordita, traumatizzata, sembro uno zombie, metto 4 vestiti in valigia e un libro “La realtà non è come ci appare” di Carlo Rovelli, e parto, non pianifico nulla, voglio solo andare via e basta. Vado al mare, dopo una settimana decido di andarmene dall’Italia. Mi dirigo all’aeroporto di Milano, faccio un biglietto aereo per Parigi. Comincia il mio viaggio.

Ero tornata solo dieci giorni prima da un viaggio in Turchia. E questo è stato ” il primo errore”. Per tutto il tempo sono stata sotto controllo, in hotel erano in tre, subito ho pensato sarà normale, con i problemi che ha la Turchia con il terrorismo, controlleranno gli alberghi, dove si fermano gli stranieri, poi da una serie di cose capirò che il loro obiettivo ero io. Comunque non mi succede nulla, a parte un cane che cerca di mordermi alle porte del Mar Nero!

Vado a Parigi, dove resto oltre due mesi, vorrei fermarmi lì, ma la città è troppo cara, decido di continuare il viaggio. Vado in Belgio, ad Antwerpen, dove avevo vissuto anni prima. Il mio viaggio inizia in luoghi che avevo vissuto o già visitato in passato. Luoghi dove c’erano stati momenti belli nella mia vita, non so cosa sto cercando, voglio solo andare e basta.

“2° errore”: Non mi rendo conto che il mio viaggio passa attraverso paesi dove di recente ci sono stati attentati terroristici, Turchia, Francia, Belgio, Germania o paesi come l’Estonia e la Lettonia al confine dell’Europa, dove stanno dispiegando le armate NATO a mostrare i muscoli alla Russia e viceversa. Attraverso il Kazakistan dove c’è una forte repressione dei lavoratori. Ed io ho incollato alla schiena la patente di sovversiva.

La repressione nei confronti dei comunisti è internazionale. Quando ho chiesto il passaporto prima di partire me l’hanno fatto aspettare un po’, quando telefono per sollecitare mi rispondono “…dobbiamo fare un lavoro…”.

Ho poi capito qual era il “lavoro”, in ogni paese in cui sono entrata sono sempre stata tenuta sotto controllo dai servizi segreti locali, però dato che non sono tutti stupidi e in giro c’è gente onesta in tutti gli ambienti, in qualche paese dopo avermi controllato a lungo, mi hanno fatto sapere “Ci avevano detto che eri qui per reclutare gente per il tuo partito!” e altre cose simili. Evidentemente avevano concluso che era una stupidaggine. Com’è in realtà.  Sono sola, isolata, indifesa, talmente traumatizzata da stare appena in piedi e senza aver mai fatto nulla d’illegale, ma come si premurò di dirmi uno dei bastardi a cui devo la situazione attuale “…non conta che non fate niente d’ illegale, se vi sentono come un pericolo vi massacrano…” E così hanno fatto.

Grazie a questo biglietto da visita ho avuto un sacco di problemi.  Non so cosa hanno scritto nel mio “curriculum” ma deve essere pesante, il controllo è pesante, manco fossi una “primula rossa”.

“3° errore”: Vado in Russia. San Pietroburgo, poi Mosca. A Mosca una mattina vado per prelevare del contante, il mio conto è bloccato. Mi vengono i sudori freddi, ho solo 500 euro in tasca, cosa faccio? sono in un paese straniero, non parlo la lingua, non conosco nessuno. Mi dico calma, è venerdì, c’è il week end di mezzo. Riprovo lunedì. Niente, non posso prelevare.

Il lunedì mi telefona “casualmente” un vecchio “amore” o vecchio “amico” che un paio di anni prima dopo che mi avevano massacrato e dopo che ero andata in Procura per denunciare cosa mi era successo, ricompare dopo  25 anni, “casualmente”.

Per oltre un anno mi aveva fatto raccontare cosa mi era successo, cosa sapevo, chi erano i colpevoli, concluso che quello che sapevo non era dannoso per loro era ritornato nell’ombra. In quell’anno lì avevo capito che il mio vecchio amore era dei servizi segreti italiani e che qualche decennio prima me l’avevano messo nel letto per capire se ero legato al terrorismo, appurato che non centravo nulla con quegli squinternati, era sparito.

“4° errore”: Per telefono mi chiede come va, glielo spiego e concludo ” …trovarsi, da sola, migliaia di km da casa, senza soldi, disperata, fa veramente incazzare, sto pensando se è il caso di chiedere asilo politico ai russi”. Poche ore dopo il conto è di nuovo attivo. Ricevo un messaggio: “Sei sempre più imprevedibile. Cominci ad essere pericolosa”. (Una cosa simile).

Io intanto cambio il mio programma, volevo arrivare in Cina con la Transiberiana, ma con tutti questi problemi, non faccio più in tempo a prendere il visto cinese, ho il visto russo in scadenza. Decido di seguire il Volga. Entrare in Kazakistan, e poiché l’Uzbekistan non è lontano, voglio prendere il visto e andare a Samarcanda.

E da qui in poi comincia la seconda carrellata di guai.

Sono traumatizzata e manco della lucidità sufficiente a comprendere la situazione in cui sono.

Ci arriverò mesi dopo: Ho detto a uno dell’Intelligence italiano, che sto pensando se il caso di chiedere asilo politico ai Russi, in un momento in cui sono in corso sanzioni, scontri diplomatici, movimenti di truppe ai confini, anche se solo dimostrative.

Effettivamente è stata un’idiozia. Io ho l’attenuante di essere in stato confusionale, seguo distrattamente la politica internazionale, sto male e basta, ma il bastardo, ex amore non ne ha nessuna. Quell’uomo mi conosce da quando avevo 19 anni. Due anni prima aveva passato un anno a sentire cosa mi avevano fatto, la mia disperazione, il mio dolore e se fosse stato un uomo come si deve, ci avrebbe pensato due volte, invece, huao, aveva qualcosa da vendere, per riprendere punti.

E sì perché uno degli informatori o dei servizi che ogni tanto m’incollavano alle calcagna in Italia facendo “l’amico”, vanno tutti alla stessa scuola, agiscono tutti allo stesso modo, capito uno, capito tutti, mi disse senza fare nomi: “Il tuo “amico” aveva dovuto andarsene dall’Italia.” Ripensando alle cose che mi raccontava della sua vita mentre cercava di far parlare me, capii perché se n’era dovuto andare. (Ovviamente non mi ha mai detto di essere dell’Intelligence,  sapevo che fin da giovane  lavorava per il Ministero degli Esteri e lavorava come “tecnico” in giro per il mondo).

Probabilmente aveva un po’ di onestà: un diplomatico parente stretto di un politico aveva commesso dei crimini, lui incaricato d’indagare aveva fatto una relazione che era stata di corsa insabbiata e lui era stato costretto ad andarsene a lavorare in qualche paese di secondaria importanza per la diplomazia italiana, l’avevano trombato per troppa onestà. Con me, evidentemente, coglie l’occasione per dimostrare di essere come tutti gli altri. Un servo.

Da problema dello Stato italiano divento il problema degli Europei e di tutti gli occidentali antirussi, Americani compresi.

Mi ritrovo coinvolta in una guerra che non mi riguarda, non m’interessa e non me ne frega niente. La guerra feroce, diplomatica e non, tra le Potenze imperialiste.

“5° errore”: Attraverso il Kazakistan paese con una dittatura presidenziale. Non molto tempo prima c’era stata una forte repressione di lotte con richieste salariali. Grandi imprese italiane come ENI, AGIP e altre minori sono tra i principali partner privati del Kazakistan.  Il Kazakistan ha uno dei più alti PIL pro-capite nel mondo e i lavoratori kazaki hanno stipendi da fame. Oltretutto lavorano nei grandi impianti dell’estrazione e trasformazione del petrolio e del gas, possono mettere a confronto i loro salari con gli alti salari dei loro colleghi occidentali. Ed io sono una comunista italiana ex membro di un partito di lavoratori.

Arrivo in Kirghizistan. Prendo qui il visto per l’Uzbekistan.

Sono sempre più sfinita, vorrei fermarmi da qualche parte per provare se riesco a riprendermi. Giro per la città come uno zombie. Con il mio “curriculum”, immagino ora cosa si chiedevano: gira per la città, starà cercando contatti, informazioni o chissà che altro…

“6° errore”: La prima volta resto in Kirghizistan 15 giorni. Sono ospite di uno “strano” ostello cittadino, una sera chiedo a un ingegnere americano (Chissà chi era? La domanda è ironica.) se può provare ad aprirmi un file che non riesco ad aprire, qualcuno me l’ha inviato, un file video utile in un eventuale processo. Poi cambio idea non glielo faccio aprire.

I miserabili coglioni (scusate il grecismo, ma quando ci vuole, ci vuole) mi avevano inviato 3 volte, negli ultimi 4 anni, dei file, per spaventarmi e per ricattarmi. I miserabili mi violentano, filmano gli stupri e i poveri deficienti pensano come probabilmente hanno fatto con altre compagne o compagni (hanno violentato anche dei ragazzi) di minacciarmi di far vedere in giro cosa hanno filmato e pensano, loro, di sputtanarmi. Ho sempre ringraziato i deficienti, perché mi avevano fornito delle prove. Mi sono entrati in casa più volte, mi hanno distrutto il telefonino due volte. Mi hanno cancellato e danneggiato due computer. Tutto per riprendersi o cancellare i file.

Due mesi dopo, a gennaio 2017, quando torno qui in Kirghizistan, mi faranno sparire il file dal telefonino con una serie di Sim del telefono e quattro chiavette USB.

Due sere dopo aver parlato del file con l’ingegnere americano, sono in partenza per l’Uzbekistan. Vado alla stazione degli autobus in anticipo, cosa insolita per me, sono sempre in ritardo, ho perso mille autobus, treni e anche qualche aereo, ma lì arrivo in anticipo e posso capire la situazione.

Un vero e proprio commando tenta di sequestrarmi, solo per pura fortuna evito il sequestro. Uno sembra un russo o un tedesco, altri sembrano kazaki, c’è anche una donna asiatica, forse kirghisa.

Quando sei impegnata a salvarti la vita non hai paura, ti cade addosso quando sei fuori pericolo. Per qualche giorno resto in ostello. Ho paura, non so cosa fare. Alla fine prenderò un aereo per Osh, al confine con l’Uzbekistan.

Il 7° errore è la scelta di fermarmi per l’inverno a Bishkek, in Kirghizistan. Piccolo paese di 6,2 milioni di abitanti, un’economia arretrata, ma importante per i rapporti geopolitici mondiali. E’ al centro di quello che è stato definito “Il Nuovo Grande Gioco”. Qui siamo al confine con la Cina, e il Kazakistan, a due passi dall’Afghanistan e dal Pakistan, i Russi hanno una base militare a due passi dalla città, fino a quattro anni fa c’era una base americana d’appoggio per la guerra in Afghanistan; l’aeroporto cittadino era utilizzato da quasi tutti gli occidentali di stanza in Afghanistan. I Turchi hanno qui tradizioni e storia comune, buoni rapporti economici, finanziano università e hanno costruito una moschea immensa.

In città ci sono mille enti per la cooperazione, Europei, Americani, Giapponesi, Svizzeri, Russi, Cinesi, Tedeschi, Francesi, Canadesi, c’è l’università americana, quella turca, biblioteche e centri studi francesi e tedeschi, associazioni varie, uffici per la cooperazione e sicurezza internazionale; i Cinesi stanno ricostruendo la rete stradale; i Cinesi, Tedeschi, Russi e Svizzeri sono partner in miniere o industrie di trasformazione, o sono importanti partner commerciali. Cascate di milioni di dollari, per sviluppare l’agricoltura, la sicurezza, per “i diritti umani”, per “la democrazia”, insomma qui girano soldi a palate. E come continuano a ripetermi tutti, molti kirghisi con rassegnazione, il problema grave non è il terrorismo ma la Corruzione.

Una cosa è certa se vuoi mettere tutti d’accordo, i rappresentanti del capitale, nascosti nelle ambasciate, negli enti per la cooperazione internazionale, negli uffici della comunità europea, negli uffici per i rifugiati politici,  italiani, francesi, tedeschi, svizzeri,  russi, kazaki, turchi, kirghisi è sufficiente giri la voce che sei:  comunista ! E tutte le porte si chiudono come per magia. Ti fanno terra bruciata intorno. Per un espatriato sono estremamente importanti i contatti con gli altri espatriati, per non essere solo, avere informazioni per inserirti in un nuovo paese, ecco io sono stata isolata.

Fino a sei mesi fa ho vissuto in hotel, se affittavo un alloggio avrei risparmiato 4/5 di quello che ho speso, ma avevo paura per la mia incolumità e quella di chi avrebbe diviso con me l’alloggio. Conosco i metodi che usano e volevo evitare che rovinassero la vita a qualcuno che non centrava niente. Pensavo se sto in hotel, c’è un sacco di gente, sono visibile è più difficile farmi sparire. E in parte è vero, ma non avevo considerato la corruzione che c’è in questo paese.

Continua nel prossimo post.

Repressione in Italia. 1.

dicembre 2018

Scrivo questo post perché’ sono in pericolo. Voglio salvarmi la vita. Non permetterò più a nessuno di violentarmi. E se mi succede qualcosa di peggio, voglio che si sappia la causa.

Sono in pericolo qui in Kirghizistan. Sono stata minacciata di morte e ora mi stanno facendo terra bruciata intorno. Stanno “lavorando” sulla mia reputazione. Gente che conosco qui, sempre gentile e sorridente, è un po’ di giorni che ha cominciato a evitarmi. Non mi salutano più, senza nessuna ragione. 

Sono comunista. Me ne sono andata dall’Italia dopo essere stata massacrata e aver tentato di denunciare quella feccia umana.

Quando sono partita dall’Italia, pensavo me ne vado, vado in qualche altro paese e ricomincio una nuova vita. M’illudevo.  L’Europa non è ancora finita, ma se c’è una cosa che funziona, perfettamente, è l’apparato repressivo europeo, e i suoi rapporti internazionali sono ottimi. In Kirghizistan non c’è neanche un’ambasciata italiana, in compenso tedeschi e francesi si occupano degli interessi italiani qui.

Qualcuno in Italia mi aveva suggerito di prendere un profilo basso. Di essere più invisibile possibile per salvarmi la vita. Sono tre anni che con il profilo “più basso possibile” me ne vado in giro da sola per il mondo, e alla fine mi sono impantanata qui in Kirghizistan.

Me ne sono successe di tutti colori, mi hanno drogata, narcotizzata come si è fatto sfuggire una persona, e violentata. (Precisazione: in tutta la mia vita non ho mai usato droghe, neanche ho mai fumato uno spinello e sono una donna piuttosto seria. Se qualcuno vuole capire come la penso io, può andare a leggere l’intervista di Clara Zetkin a Lenin sulla Questione femminile ). Hanno tentato di sequestrarmi, hanno minacciato di uccidermi e di buttarmi nel lago di Issy kul se non stavo zitta, mi hanno minacciato mille volte usando internet. Sono tre anni che dico a tutto il mondo che non faccio attività politica, e voglio solo essere lasciata in pace. Niente, tutto inutile.

ONDE PER CUI ORA RACCONTO COSA MI E’ SUCCESSO.

  1. Sono stata e sono perseguitata per le mie scelte politiche da oltre un quindicennio. In Italia, in Europa e in tutto il mondo è in corso una repressione feroce dei partiti dei lavoratori marxisti leninisti e non solo, anarchici o di chiunque altro possa mettere seriamente in discussione il sistema. Il tutto eseguito in modo feroce, ma mascherato.
  2. Il motivo per cui continuano a perseguitarmi anche qui, in Kirghizistan non è solo perché sono comunista. Si, c’è sicuramente qualche scemo locale che si presta con la scusa dell’anticomunismo, ma in realtà semplicemente per acchiappare i dollari o gli euro versati a pioggia dagli occidentali per corrompe e ottenere ciò che gli serve e violentare una donna che altrimenti non si potrebbero permettere. Se è vero, come temo e mi hanno detto, hanno imbastito un processo fasullo e mi hanno coinvolto costruendo prove false e non posso per ora verificarlo, poiché m’impediscono di chiamare in Italia, non è solo perché sono comunista.

Mi sono lambiccata il cervello a lungo, non capivo il perché, dopo avermi massacrato, ridotta come uno zombi, avermi fatto terra bruciata in torno, nel Partito e in ogni luogo, non mi mollavano.  

  1. A) In questo eventuale processo ottengono di distruggermi completamente la reputazione,  distruggere la mia credibilità, tanto da impedirmi di continuare di fare attività politica se tornassi in Italia.
  2. B) Mi utilizzano come pedina in un gioco che è più grande di me e in cui non centro nulla, e soprattutto visto che non ho sufficienti informazioni non sono neanche in grado di giocare.

Quello che ho capito è questo: Sono finita inconsapevolmente nello scontro tra apparati dello stato italiano e tra due gruppi economici e politici che in Italia si stanno facendo la guerra utilizzando tutti i mezzi possibili, stupri, ricatti, omicidi, scandali e compiono i crimini più efferati. Veri e propri predoni.

Violando la legge, i diritti costituzionali e i diritti umani delle persone, cosa di cui non gliene frega niente a nessuno.

In Italia e in Europa, non sono ancora finiti gli Stati Uniti d’Europa, ma se c’è una cosa che funziona oltre la Banca Europea è l’Apparato Repressivo europeo.

Apparato repressivo che assume varie forme. In Italia: polizia, carabinieri, servizi segreti interni e per l’estero, polizia politica, i servizi “coperti”, le associazioni a delinquere come la ex Gladio, militari, piccoli imprenditori e parassiti sociali vari che campano sui soldi messi a disposizione dello stato italiano e dalla NATO per reprimere il dissenso. Tutti quelli che ai tempi dell’ex Unione Sovietica erano impegnati nel fronte anti comunista si sono riconvertiti in spioni interni e massacratori di dissidenti e intanto si fanno la guerra tra di loro.

L’Ideologia, sono soprattutto fascisti e di destra, ma non solo, come mi fece presente qualcuno anni fa, sono tutti coinvolti, è solo una copertura per fare soldi sulla pelle altrui.

Dopo il crollo dell’Impero russo e la riunificazione tedesca con tutto quello che ha comportato nella geografia politica mondiale e lo sviluppo del dragone cinese che sta mettendo in discussione i rapporti internazionali, c’è stata un’accelerazione tale della storia che ha cambiato il mondo quanto una guerra mondiale e se per decenni chi faceva attività politica in un partito dei lavoratori marxista-leninisti come me non ha mai avuto problemi ora la questione cambia. Fanno lavoro preventivo, sanno quanto me che non sono lontani i tempi di una crisi profonda e generale del capitale com’è successo due volte nel ‘900. Il loro scopo è prendere il controllo dei partiti come il mio, per controllare i lavoratori in fasi di grandi movimenti di massa o momenti rivoluzionari. Sicuramente non è una cosa nuova, l’hanno fatto molte volte nella storia dell’ultimo secolo e mezzo. E’ nuovo per me e per i compagni del mio partito, fino a quando non è incominciato tutto questo eravamo passati indenni in tutto il disordine italiano grazie ad un uso intelligente degli spazi di libertà rimasti e che oggi si stanno chiudendo.

Io, sembro un catalizzatore di guai, in serie.  Ho compreso di recente perché avevo alle costole, servizi segreti italiani, tedeschi, francesi, turchi, kazaki e russi oltre ai kirghisi, gli ultimi “giustamente” perché stavo nel loro paese. Ho fatto inconsapevolmente una serie di errori.

Che cosa succede ai comunisti e non solo a loro, in Italia, nei particolari lo racconterò in un altro post. Avete presente la tanto disprezzata Corea del Nord burattino nel grande gioco tra le potenze, le dittature africane e di alcuni paesi asiatici, bene, probabilmente sono meno feroci con gli oppositori del loro paese. La repressione è mascherata, già perché nella pacifica e benigna Europa, patria dei diritti umani “non può venire alla conoscenza degli ignari” che gli oppositori oltre ad essere picchiati, sono torturati, stuprati, “le compagne stordite con droga e psicofarmaci date in uso a dei porci schifosi”. Ti distruggono la salute. Il lavoro. La calunnia è usata a piene mani. Ti distruggono la reputazione per impedirti di essere credibile nelle tue accuse. La prima cosa che fanno a una donna dopo averla violentata è farla passare per matta, poi per puttana e poi se non basta per prostituta.  Terrorizzano i famigliari, inducono persone a compiere dei crimini per poterli ricattare, e compiono una quantità di gravi crimini, violano i diritti costituzionali e i diritti umani, ma di questo parlerò più avanti.

Scriverò della complicità diffusa negli ambienti giudiziari, di magistrati, degli avvocati, certi giri della politica e dell’imprenditoria.

Alcune associazioni femminili che dovrebbero difendere le donne e invece le loro dirigenti si preoccupano di mettere a tacere le donne che “si ricordano”, come mi ha detto un’illustre avvocatessa a capo di un’associazione femminile “… c’era una che si ricordava… chissà dov’è adesso…?”, già che fine hanno fatto fare a quella donna che si ricordava e si era rivolta a loro per avere assistenza giuridica e aiuto?

Molti sanno esattamente cosa succede agli oppositori, tanto è vero che 9 avvocati ai quali mi ero rivolta, capito quale era la questione, si sono rifiutati con varie scuse di accompagnarmi in Procura a denunciare cosa stava avvenendo. Mi sconsigliavano, “Lasci perdere.” “Se li denuncia, la massacrano”, improvvisamente erano impegnati in processi importanti, altri semplicemente non rispondevano più al telefono.

Continua nel prossimo post.

Incontro con un maniaco… No, con un ruffiano o una spia di…

Oggi ero in un caffe come capita spesso, a scrivere sul computer il libro su cui sto lavorando. Mi si avvicina un uomo che avevo già visto qui e al caffe Sierra vicino all’ambasciata russa dove si ritrovano gli occidentali di Bishkek, è anche il caffè più controllato della città, perché lì si trovano turisti di passaggio, impiegati di vari uffici occidentali e spie.

Da quando sono arrivata in questa città, ho imparato un sacco su come agiscono le spie in questo paese al centro di quello che è chiamato “Il Nuovo Grande Gioco”. Se in un paese vai quindici giorni in vacanza non ti accorgi cosa succede, se come me sei qui da due anni, vivi in hotel e ostelli a lungo, frequenti i ritrovi degli occidentali cominci a capire.

Si avvicina, mi dice di essere ucraino, russo-ucraino. Mi parla in russo, che capisco poco, mi dice che fa il giardiniere, bidello, guardiano, assistente agli anziani e se posso cercargli un lavoro su internet. Ha un aspetto dimesso, ordinato, pulito. Il viso sembra quello di una persona normale. Io, ovviamente dico va bene. Ho lavorato tutta la vita per un partito di lavoratori, sono più che disponibile.

Cerco, su job.kg, gli trovo due lavori, per uno serve la registrazione e l’email, che lui non ha. Gli apro una casella di posta su gmail, gli scrivo sulla sua agendina l’indirizzo e la password. Mentre ero presa nella mia opera di “assistente sociale”, porco schifo, avevo notato uno strano movimento, ma ero troppo presa, non ho prestato attenzione. Per mia fortuna, gmail ha un problema. Penso che forse non prenda i dati in caratteri cirillici, allora vado a chiedere al personale del caffè, se mi danno un indirizzo di un altro motore di ricerca kirghiso o russo. Mi danno mail.ru, torno a sedermi al tavolo… e quell’uomo si tocca i genitali …  finalmente capisco.

Il miserabile bastardo si toccava e lo faceva ben in evidenza, qui di fronte c’è una bella telecamera che registra tutto il giorno, come in tutti i caffè di Bishkek. Appena capisco, gli dico di andarsene e racconto a tutti nel locale cosa è successo. Mi dicono è un MANIACO.

Non credo sia casuale.

Me ne sono andata dall’Italia dopo essere stata massacrata per le mie idee politiche e ho tentato di denunciare cosa era successo a me e non solo a me e i metodi che usano contro gli oppositori politici in Italia.

Andandomene pensavo di potermi ricostruire una nuova vita, ma mi sono illusa parecchio. I miei problemi politici mi hanno seguito. Qui non c’è un’ambasciata italiana, ma i tedeschi e i francesi fanno i loro interessi. Non so se è peggio essere perseguitati da fascisti dell’apparato repressivo italiano, da sbirri neonazisti tedeschi, da fascisti francesi o nazisti kirghisi o russi nipoti di ex aristocratici inviati qui da Stalin. La persecuzione che ho subito in italia è continuata qui, si è intrecciata e complicata dalla corruzione diffusa tra i kirghisi,  lo racconterò in un altro post.

Che cosa fai se vuoi screditare qualcuno che in Italia ha tentato di denunciare di essere stata violentata per ragioni politiche? Cerchi di farla passare per puttana, per matta e poi se non ti riesce per prostituta.

Il maniaco, ruffiano bastardo, è quello che voleva fare, davanti alle telecamere del caffè cosa fa, si tocca più volte, mentre gli cerco un lavoro su internet. Secondo voi chiunque avrebbe detto ok, ti aiuto, ti cerco il lavoro, ti apro un indirizzo di posta elettronica perdendo del tempo con un perfetto sconosciuto senza lavoro?

No, solo un pirla comunista come me!

E poi tira fuori in bella evidenza la sua agendina su cui io ho scritto il suo nuovo indirizzo e mail, come se gli avessi scritto chissà che. Insomma cercava di farmi passare per puttana.

Cosa fa un occidentale tutti i giorni seduta in un caffè al computer?

Un occidentale come me, SCRIVE. 

SCRIVO SCRIVO QUELLO CHE MI E SUCCESSO E MI SUCCEDE QUI OGNI GIORNO PERCHE’ SE MI CAPITA DI PEGGIO VOGLIO CHE SI SAPPIA LA CAUSA!

SONO COMUNISTA E FIERA DI ESSERLO. E VENGO DA 15 ANNI DI FEROCE PERSECUZIONE.

VENGO DALL’EUROPA “PACIFICA” “BENIGNA” “PATRIA DEI DIRITTI UMANI” dove lasciano morire nel Mediterraneo migliaia di persone che fuggono dalla guerra e dalla miseria e dove massacrano gli oppositori politici.

Ecco chi sono!

 

Il diritto delle donne alla maternità, l’ipocrisia della propaganda politica e l’immigrazione.

7 dicembre 2018.

Ieri su internet scopro che con un emendamento approvato dalla commissione di Bilancio, il Governo attuale abolisce l’obbligo all’astensione di due mesi dal lavoro prima del parto esistente finora a tutela della salute delle donne e del nascituro.

Mi sembrava impossibile, la notizia di tre righe non era chiara, ho pensato forse non ho capito io. Comincio a cercare in internet, non una parola o una riga in proposito. Ah respiro! Penso ho capito male, forse qualche cretino irresponsabile ha fatto la proposta e nessuno l’ha preso in considerazione.

Per scrupolo, guardo sul sito della CGIL, se mai avessero approvato una simile bestialità, lì, dovrei trovare qualcosa… Infatti un misero comunicato di neanche dieci righe annuncia la manovra. Con un tono dimesso, soft per non disturbare il governo al lavoro e il padronato che starà gongolando e facendo salti di gioia.

 “… in una nota, Loredana Taddei, responsabile Politiche di genere della Cgil nazionale”.

“Quanto proposto – incalza la dirigente sindacale – mina la libertà delle donne, soprattutto di quelle più precarie e meno tutelate, che in Italia, purtroppo, sono sempre più numerose e rischierebbero così di trovarsi di fronte a veri e propri ricatti del datore di lavoro”.

“Quanto previsto in merito al congedo per le neomamme lavoratrici – conclude Taddei – è un ulteriore colpo ai diritti delle donne, alle loro tutele, per questo chiediamo che nel passaggio al Senato questa norma venga modificata”.

Sono senza parole, se non è il sindacato a difendere il diritto delle donne all’astensione dal lavoro durante la maternità, chi deve farlo?

Passeranno quattro o cinque anni o meno prima che le statistiche cominceranno a rilevare l’aumento delle morti per parto delle madri e dei bambini?

Leggevo sul sito del Ministero della Sanità che la prima causa di morte sono le emorragie, 43,6% dei decessi, poi disordini ipertensivi e trombo-embolie.

Sicuramente la gravidanza non è una malattia, ma certamente è un momento della vita in cui è necessario avere particolare cura di se stesse.

Avete mai guardato le donne negli ultimi due mesi di gravidanza con che difficoltà si muovono?

Provate a mettervi nei panni di una donna incinta all’ottavo o al nono mese costretta a lavorare 8 ore in fabbrica o in un ufficio cosa può significare per il suo fisico e per il bambino che porta in grembo.

Inoltre questo è un momento di particolare debolezza dei lavoratori, un simile emendamento alla legge mette le lavoratrici in condizioni di essere ricattate. Per conservare il posto di lavoro rischiano di mettere in pericolo la propria vita e quella del nascituro.

In Kirghizistan le donne hanno diritto a due anni d’astensione dal lavoro senza perdere il posto di lavoro. Quel che rimane della legislazione per la tutela delle donne in epoca sovietica.

Qui in realtà la situazione è tragica: muoiono 48 donne ogni centomila nati vivi. In Italia muoiono 9 donne ogni centomila nati. Sempre troppo, ma per nostra fortuna da noi la sanità per certi versi funziona. In Kirghizistan la Sanità è disastrosa.

L’anno scorso cadendo sul ghiaccio sono finita due volte in ospedale e mi sono fatta un’idea: da un lato un medico scrupoloso, dall’altro personale non molto sveglio o tipico impiegato dell’amministrazione pubblica uguale in tutto il mondo, della serie facciamo il meno possibile,  se non fosse che si occupano di esseri umani e non di sassi, visti i loro stipendi avrebbero anche ragione.

Essendo io un’ affezionata (!) cliente del CTO (Centro Traumatologico) di Torino e ospedali limitrofi a causa della quantità industriale di fratture e distorsioni avute nel corso del tempo, sono rimasta impressionata dalle attrezzature obsolete.

In una delle visite ho assistito a una cosa assurda: era gennaio, tutto il mondo ghiacciato, spessi lastroni di ghiaccio sui marciapiedi, ghiaccio fino alla porta dell’ospedale. Avevo pensato, va bè che forse non hanno i soldi per pulire i marciapiedi, ma almeno il sentiero che porta all’ingresso della Traumatologia dell’ospedale potrebbero pulirlo. Ghignando avevo pensato, forse è il metodo per procurarsi altri clienti. Con il mio braccio ingessato entro facendo ben attenzione dove metto i piedi, è tutto bagnato e scivoloso. Nella sala un ragazzo accompagna la madre con un braccio fratturato, sempre il ghiaccio. Entro per la visita di controllo. Esco e trovo il ragazzo tutto sporco di sangue, con il naso rotto e si tiene il braccio, forse rotto anche quello… è caduto salendo le scale per andare al piano superiore! Una scala interna, marcia d’acqua e di ghiaccio.  Tutto questo spiega perché 48 donne muoiono di parto su centomila nati vivi.

Personalmente non sono per niente interessata a chi va al governo. Da molti decenni in Parlamento non si decide più nulla, si limitano a rettificare decisioni prese altrove: nei consiglio d’amministrazione delle aziende, delle banche e ha livello europeo. Chi vince le elezioni (momento utile a comprendere la tenuta delle idee dominanti) se vuole mantenere il “cadreghino” in Parlamento e tenersi stretti stipendi d’oro, privilegi e relative pensioni a spese dei lavoratori devono portare avanti ciò che serve in quel momento alla classe dominante.

Però dovrebbero esserci dei limiti alla sfrontatezza. Che la propaganda politica dei vari partiti è, uno sbraitare slogan e “un gioco a chi le spara più grosse” e un “dagli agli immigrati”, per spaventare la gente preda dell’incertezza, distrarla dai problemi reali: peggioramento delle condizioni di vita, salari bassi, riduzioni delle libertà in nome del terrorismo.

Salvini nelle interviste si preoccupa delle culle vuote… e poi il suo governo fa passare un emendamento che limita il diritto delle donne alla salute e alla maternità è veramente una faccia di bronzo rappresentativo della diffusa ipocrisia.

Lo è, perché sostiene nell’intervista riportata dalla testata LINKiesta e da altri giornali che la precarietà svuota le culle, cosa verissima, e altrettanto vero che ogni culla vuota è un immigrato in più. Infatti, da noi c’è un tasso di fertilità di 1,37 figli per donna, e gli immigrati vengono a riempire i vuoti lasciati tra le file dei lavoratori dalla crisi demografica. Sono necessari e lo saranno sempre di più in futuro, quindi tutta la demagogia contro gli immigrati è semplicemente funzionale a raccogliere consenso tra piccoli commercianti, imprenditori, pensionati, lavoratori, spaventati e frustrati di fronte all’erosione dei loro conti in banca, alla disoccupazione e alla precarietà.

Senza dimenticare che l’umanità è storia di emigrazioni, dalla fine dell’800 e per un secolo oltre 18 milioni di italiani  furono costretti a emigrare per dar da vivere a se stessi e ai loro figli. Nel mondo ci sono dai 60 agli 80 milioni di loro discendenti. Mio nonno, dei prozii, e mezzo paese di dove sono originaria, migrò nelle Americhe e in Francia. Qualcuno emigrò per problemi politici, perché erano antifascisti e perseguitati, ma la maggior parte emigrò per migliorare le proprie condizioni vita.  Con il loro lavoro arricchirono il paese d’adozione e con le rimesse alle famiglie svilupparono il paese d’origine.

Io sono fiera di esse la nipote di un uomo che lasciò la sua terra, la sua famiglia, per andare a lavorare a decine di migliaia di chilometri lontano per migliorare la sua vita e quella dei suoi figli. 

Non mi ricordo chi l’ha scritto ma è indubbiamente vero: Chi parte, chi emigra è tra gli elementi migliori di un paese e della specie umana. Sono i più coraggiosi, i più determinati, quelli che amano le sfide, quelle vere, quelli che si mettono in gioco, quelli che sono disponibili ad affrontare mille difficoltà per migliorare se stessi e garantire un futuro migliore alle loro famiglie.

E’ la precarietà che svuota le culle. Giusto, quindi migliori salari, migliori condizioni di lavoro, asili e scuole materne gratis, tutela della salute nei luoghi di lavoro.

Questo riguarda tutti i lavoratori  uomini e donne, i figli si fanno insieme, e quello che svuota le culle è la precarietà d’entrambi.