RIGA (2). Tra Medioevo, Art Nouveau, passaporti rubati e neonazisti….

Rosone riflesso nell’acqua della più antica fonte battesimale della Lituania.

Circa un’anno fa sono stata a Riga.

Ogni tanto in viaggio mi capita di arrivare in una città  dove inizialmente intendo fermarmi per due giorni e poi restarci per 10 giorni o mesi…intanto continuare a chiedermi: “Che cavolo ci faccio qui!”.

Riga è una di queste città. Ora però devo renderle giustizia perché è  una bella città.

Ha belle case e piazze medioevali, come la Gilda delle Teste Nere associazione di mercanti del 1300, o le case dei Tre Fratelli in una stretta viuzza,   un quartiere Liberty (o Art Nouveau o Jugendstil) intorno alle vie Alberta Iela e Elisabeth Iela, considerato patrimonio dell’umanità, edifici moderni  tra i quali una biblioteca spettacolare, la spiaggia di Jurmala, il mare vicino. Ho scoperto alcuni locali fuori dai giri per turisti dove si mangia divinamente e con prezzi bassi. Ha sculture in plein air, antiche chiese altissime come le St. George e St. Peteris Baznica del 1200 e musei da vedere.

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La nuova Biblioteca vista dal centro storico.

Mentre ero qui sono successe alcune cose curiose che mi costringono a romanzare il mio soggiorno…

Arrivo in città da Gdanks (Danzica,Polonia) in autobus. Vado all’ostello prenotato via Internet e arrivo “Nel cortile d’Amelie” (indicazione di fantasia). L’avevo scelto affascinata dal nome. Sapeva di antico, di nostalgia, di buono… Si trova in un vecchio edificio ristrutturato in fondo ad un cortile. Sul tetto una terrazza per gli ospiti. Mi riceve un’italiano del sud. Mi aspettava. Esteriormente è un uomo del sud ma non è molto socievole. Niente feste, sta sulle sue.

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St. Peter Banzica, spettacolare architettura.

Una ragazza lituana mi accompagna al 1° piano dove c’è un bellissimo sottotetto, grandi tronchi sostengo il tetto, parquet in terra, letti a castello in legno su un lato, di fronte le finestre con qualche tavolino e delle vecchie poltrone, una porta in fondo si apre su una camera matrimoniale, l’atmosfera è calda e accogliente.  Mi assegnano un letto, scelgo la branda superiore. Si stupiscono sempre della mia scelta…si aspettano che scelga il letto inferiore…forse perchè non sono più giovanissima! Boh! In realtà in questo modo mi metto in sicurezza…non garantisce, ma è più difficile essere aggrediti se sei in alto e puoi controllare la situazione.

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Palazzo Jugendstil tra Albert Iela e Elisabeth Iela

Lascio zaino e trolley e faccio il mio primo giro in centro città, l’ostello si trova vicino al quartiere Liberty  e a 10/15 minuti a piedi dal centro storico medioevale. Riga non è una città vistosa come può essere Tallin. E’ una città elegante di cui scopri la bellezza un pò per volta. E’ immersa nel verde. Un verde scuro, deciso, lucido, di paese dove piove spesso, ci sono parchi e giardini pieni di gente, di bambini.

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Parco cittadino con ponte e lucchetti dell’amore eterno. L’internazionalizzazione delle scemenze. C’è n’è uno in ogni città europea.

Quando torno in ostello scopro piacevolmente che è pieno di giovani, ragazzi e ragazze in arrivo da tutta Europa. Simpatici, socievoli con i quali tenterò di migliorare il mio inglese. Restiamo fino a tardi a chiacchierare. Tra gli altri, una ragazza austriaca del Nord Tirolo e un ragazzo Viennese. Entrambi molto belli. Lui, 23 anni, alto, elegante, scuro di carnagione, sembra un mediorientale, infatti il padre è d’origini iraniane fuggito in Europa al tempo della rivoluzione Komeinista e poi sposato con una ragazza austriaca. Gente benestante.  Immagino i problemi che avrà avuto questo ragazzo nella Vienna razzista. E’ raffinato, molto vissuto, viziato. E simpatico.  Ha fatto un’Erasmus qui.

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Squisito dolce tradizionale Lettone con  pane di segale, panna montata, cannella e…

Conosce molto bene la città. Con la viennese con cui amoreggia (sono arrivata all’improvviso… si baciavano alla grande!) e un giovane turco ci porterà una notte a scoprire un famoso birrificio in un cortile di una vecchia fabbrica deindustrializzata.  (Accidenti, ho dimenticato il nome!).

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Fregio Art Nouveau

Qui fanno delle ottime birre aromatizzate, solo in Belgio e in certi villaggi tedeschi ho bevuto delle birre così buone. 8/9 boccali di birra, ognuno diverso dagli altri, fatti girare per la degustazione. Io avendo raggiunto l’età della ragione da un pezzo, conosco i miei limiti alcoolici  e non ho più bisogno di dimostrare nulla a nessuno onde per cui quando mi avvicino al mio limite chiudo, mentre i ragazzi devo dimostrare di essere dei duri, ecc. e bevono come delle spugne.

Al ritorno avendo scarpe con i tacchi alti in una strada dissestata di periferia, il giovane viennese mi offre il suo braccio, mi s’incolla addosso per “aiutarmi”. In realtà se non si attaccava al mio braccio dubito assai sarebbe riuscito a raggiungere l’ostello in posizione verticale, devo dire che aveva stile e reggeva bene la birra. Queste cose mi fanno crepare dal ridere!

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Simboli massonici su Palazzo Liberty

Nei giorni successivi visitiamo il Museo di Fotografia, anche perchè il giovane turco vuole fare una mostra delle sue opere nel museo. Ha un appuntamento con la direttrice.

Un paio di giorni dopo, prima di partire per la Finlandia mi accompagnano al Central Market-Central Tirgus.  In enormi Hangar rifugio e garage dei Dirigibili Zeppelin, ora c’è il più grande mercato coperto d’Europa, fornitissimo di specialità locali, erbe e frutti a cui diamo la caccia.  Giro tra i banchi affascinata.

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Interno Museo Nazionale Belle Arti
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Interni Museo Naz. d’Arte

E qui succede una cosa che attira la mia attenzione. Già nei giorni precedenti alcune allusioni tra di loro, dei sottointesi, frasi non finite… avevano fatto sorgere nella mia mente un punto interrogativo. I tre ragazzi sono diretti in Finlandia,  si danno appuntamento lì, ma prima visitano città diverse, giungono in Finlandia da percorsi differenti.

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Porta di Palazzo Art Nouveau

Quando arriva il momento dei saluti, si abbracciano, io guardo i banchi del bazar, ma li osservo con la coda dell’occhio distrattamente. L’austriaca si butta tra le braccia del turco in un caloroso abbraccio… la ragazza non pensa di essere osservata, un secondo prima, il braccio con cui gli cingerà il collo,  si alza deciso nel saluto nazista!!

Intanto nell’ostello vanno e vengono gruppi di europei di varie nazionalità, russi e finlandesi arrivano per acquistare alcolici molto più convenienti che nei loro paesi. Arriva un gruppo di 10 olandesi o belgi diretti in Russia. Una cosa che spicca in questo gruppo di maschi in viaggio e in altri che arriveranno dopo è il testosterone, sono aggressivi, arroganti, sembrano pentole sotto pressione e… vanno in Finlandia. Penso tra me e me “…dovrebbero frequentare più spesso intimamente e in modo intelligente le loro coetanee!”.

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Sculture Liberty

Una mattina mi sveglio, sento uno strano movimento nel grande sottotetto, brusii di voci e bisbigli, capisco che è successo qualcosa, scendo mezza addormentata a piano terra:  c’è il proprietario pallido, la faccia tirata, nervoso; gli olandesi seduti su un divano stanno discutendo concitati. Un poliziotto in borghese compila un modulo. C’è un nuovo ospite seduto su una poltrona, osserva sornione con uno strano sorriso. Chiedo all’italiano ma cos’è successo? Lui, pallido: “Questa notte hanno rubato 8 passaporti agli olandesi!”.

Nella parete di fronte ci sono gli armadietti di “sicurezza” dove lasciare computer, soldi, documenti. Strabuzzo gli occhi: “Cavoli, mi è andata bene ieri sera volevo lasciare il computer lì, per fortuna l’ho portato sopra.” “No”, mi dice, “hanno aperto solo l’armadietto dei passaporti!”. Huao, penso, se li sono curati.

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Sculture all’aperto

La notte la reception non funziona, per entrare c’è un codice da digitare su un tastierino esterno. C’è un ragazzo, in città per un periodo di prova per un lavoro, che gira per l’ostello con la testa bassa come un cane bastonato, scopro dopo, ha anche compiti di controllo, ma quella notte dormiva. L’italiano mi dice seccato “Dei lavoratori lituani non ti puoi fidare”. Capisco che lavora per lui.

Nel pomeriggio  il viennese se ne va. Rimane la ragazza del Nord Tirolo.

Il nuovo arrivato è argentino, dice… La sera va a fare baldoria con gli olandesi e un altro gruppo appena arrivato, aggressivi, sempre troppo testosterone. Mi invitano. No, grazie. L’austriaca accetta l’invito. Deve essere un posto particolarmente elegante, la ragazza si veste da sera…Nel cuore della notte la sento rientrare, da sola, il suo letto è di fronte al mio, ha un aspetto molto strapazzato…i vestiti in disordine…probabilmente è sbronza… non ha il viso allegro…mah?!

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Venus of Willendorf 21th century

Incrocio l’italiano, faccio due chiacchiere, nel mentre gli domando che tipo di polizia si occupa di crimini come il furto dei passaporti. L’Interpol, risponde.

Intanto qualcuno mi informa che il giorno dopo, sabato, si può visitare gratis uno dei palazzi più alti della città, è un hotel. Al 23° piano c’è un bar con grandi vetrate e una vista panoramica sulla città favolosa. Decido di andarci.

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Il bar panoramico al  23° piano.

La mattina dopo l’argentino si aggrega. Mi racconta un pò di sè. Ha viaggiato molto in tutto il mondo. In Argentina è proprietario di un ostello, gestito da una donna, lui è sempre in giro. Mi racconta di sua madre, al tempo della dittatura fascista era stata perseguitata  per le sue scelte politiche e costretta ad andare all’estero per salvarsi la vita. Gli dico che io e sua madre siamo sorelle.  Intanto s’informa sul percorso del mio viaggio, capisco da alcune sfumature della chiacchierata che conosce perfettamente le ragioni della mia partenza dall’Italia. Sta indagando. Cerca di capire se sono coinvolta.

Mi chiede informazioni sul proprietario dell’ostello di cui sò niente, a parte la regione di origine. Mi fà la battutta “Mafioso?”, io casco dalle nuvole, mi stringo nelle spalle: “…ma, non sò, non è siciliano…”. Abbiamo proprio una pessima fama…quello probabilmente è stato costretto ad emigrare a causa della mancanza di lavoro nel Sud Italia, succede un fattaccio e la prima cosa che si chiedono è se mafioso. Tra l’altro sarebbe un bel deficiente. Rubare dei passaporti nel suo ostello! E sono sicura non è stato lui, perchè ho visto la sua faccia la mattina dopo il furto.

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Antico locale in  Krisnaja Valdemara iela dove cucinano buoni  piatti lettoni per i cittadini di Riga.

Quando torno in ostello, vado in terrazzo. Piove spesso da queste parti, non perdo l’occasione per abbronzarmi le poche volte che il sole spunta tra le nuvole! Mi raggiunge l’italiano ora più socievole. Gli faccio presente che l’argentino mi ha chiesto se lui è un mafioso. Fa un lieve sorriso e commenta: “Sì, se sei italiano, è la prima cosa che pensano! Gli domando se l’argentino è dell’Interpol. Conferma.

Un paio di giorni dopo scoprirò che la domanda era pertinente! Il ragazzino, bello addormentato, mi dice che lavora per lui, nel suo CASINO’!!! Huaooo. Non credo che tutti gli emigrati italiani vadano all’estero ad aprire un casinò!

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Uno dei tanti dolci tipici buonissimi preparati nel locale di Krisnaja Valdemara iela.

Da subito, alla notizia del furto comincio a fare ipotesi su chi può aver rubato i passaporti. Mi guardo intorno, osservo la gente che gira nell’ostello, ripenso agli ospiti già partiti.

  • Escludo il proprietario dell’ostello, semplice emigrante, business man o mafioso,   perchè non è un deficiente e la mattina era paonazzo, per lui era un problema vero!
  • La porta non è stata scassinata, il ladro o i ladri conoscevano il codice per aprire la porta che da sul cortile. Quindi erano o sono ospiti dell’ostello (in questo caso bel sangue freddo!) o ex ospiti  appena partiti o qualcuno che lavora lì. Gli olandesi proprietari dei passaporti erano in ostello da soli due giorni…qualcuno ha colto l’occasione per rubare 8 bei passaporti!
  • I dati dei passaporti erano riferiti a giovani tra i venti e i trentanni anni, tutti alti, biondi e con gli occhi chiari…mi chiedo a chi potevano servire dei passaporti con una descrizione fisica simile. Di certo non ha dei mafiosi del Sud Europa o dei Turchi o dei terroristi mediorientali…
  • Mi chiedo se può essere la mafia russa, come qualcuno mi aveva suggerito, ma poi… cavolo ….
  • E lì mi ritorna in mente la Filandia… almeno 3 gruppi diversi di giovani arroganti palestrati, aggressivi, con le teste rasate e diretti in Filandia…Il saluto nazista dell’austriaca al turco; il turco che da brandelli di  discorsi e dai commenti sul tentativo di golpe in Turchia di qualche giorno prima mi aveva fatto pensare essere un militare fuggito dopo il fallito golpe o un ex militare, di sicuro non simpatizzava per Erdogan. Tra l’altro anche lui era vissuto a Riga per un periodo. Subito avevo pensato a qualche militare della Nato inviato lì a presidiare i confini europei a seguito degli attriti e le sanzioni contro la Russia. Dopo quei brandelli di discorsi avevo ipotizzato che l’Erasmus del viennese poteva essere una bugia e che anche lui fosse un soldato Nato o roba simile…. E’ risaputo che i militari spesso hanno simpatie fasciste o di  destra. Avevo anche ipotizzato ci fosse la settimana successiva un raduno di neonazisti e fasciti da tutta Europa! Troppa gente “giusta” nell’aspetto, nell’atteggiamento, nel vestiario diretta lì negli stessi giorni. Non poteva essere casuale.                                                                                                               La Finlandia è nota per i vari gruppi neonazisti e fasciti violenti, razzisti e anche assassini. Forse… rubano dei passaporti per compiere crimini per autofinanziarsi…??
  • C’è un’ultima ipotesi, ma questa la tengo per me, perchè se fosse vera, dovrei tornare all’ipotesi della mafia russa, che ha commissionato il furto a uno o più deficienti, ingenui, affamati di soldi e nel caso troppo stupidi…e se così fosse a quest’ora lì avrebbero già beccati!
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Palazzo Art Nouveau con i gatti nel centro storico.

Rimango ancora qualche giorno a Riga, vagabondando tra le antiche case medioevali e i palazzi Liberty con bei gattoni neri con la coda alzata sui tetti in gesto di disprezzo in una vecchia sfida; visitando antiche chiese protestanti con i campanili decorati da galli segnavento guardiani contro il male; ascoltando musica e passeggiando lungo la Daugava.

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Case mediovali.

Un giorno mentre cammino nelle tortuose vie del centro storico e osservo divertita una casa medioevale con all’interno un ristorante dal nome FELICITA’ ( in lingua italiana ) e con una scritta in ferro battuto “vini della tenuta di ALBANO CARRISI” proprio di fronte alla scultura dei “Tre cantori di Brema”, sento il suono di un’ organo uscire dalla porta di una chiesa minore, entro, mi siedo tra i banchi vuoti… ed ascolto uno dei più bei concerti di musica vocale mai sentiti.

Il caso vuole che un grande tenore dei Paesi Baltici quel giorno facesse le prove del suo concerto proprio lì. Brutto, basso, grasso, calvo, in tuta da ginnastica… e una voce indescrivibile, divina, sublime. Era talmente bravo e la voce così bella da commuovermi…

Poi prendo il mio zaino, il trolly e parto per Tallin, Estonia.

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