A 2300 metri sono caduta su un impervio sentiero di montagna.

A 2300 metri sono caduta su un impervio sentiero di montagna.  Ho un ginocchio come una palla e non ho dormito tutta la notte per il dolore.

Ero partita per andare al Broken Heart nel Parco Nazionale di Ala Archa in Kirghistan. Un posto bellissimo in fondo alla valle dove scorre il torrente Ala Archa. Sentiero largo, ben tracciato, facile, una salita dolce lungo il torrente, una passeggiata dove neanche se lo fai apposta ti puoi fare male.

Ero stata lì alla fine di maggio, prima che ci fosse il disgelo, su, sulle cime. Il torrente era impetuoso, ma niente di chè.

A valle dopo aver attraversato la confluenza del torrente… (ho dimenticato il nome) con l’Ala Archa a piedi nudi con le scarpe in mano, il letto largo, pieno di rivoli differenti, pietre tonde e aguzze doloranti per i miei piedi non più abituati a camminare scalzi, cammino all’asciutto nel letto del fiume.

In fondo dopo il bianco e grigio delle pietre e dell’acqua spicca il sentiero verde che sale in mezzo a prati e pini altissimi.  Dopo una decina di minuti dovrei attraversare il torrente sulla sinistra orografica, su una passerella di tronchi di legno parecchio ballerina…ma non cè più … il fiume gonfio d’acqua per il disgelo se l’è portata via.

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Mi guardo intorno, impossibile attraversare il torrente. Sulla destra orografica  c’è un sentiero…E qui viene fuori il mio DNA.

Lì intorno ci sono delle belle passeggiate più o meno impegnative… ad una spettacolare cascata ed ad almeno 3 diversi posti che mi permetterebbero di stare nei tempi per riuscire a prendere l’ultimo autobus per Bishkek.

Invece no…Per quanto scocciata perchè volevo fare l’altro sentiero, l’unico pensiero che mi passa per la mente è ” Chissà dove porta questo sentiero? Da qualche parte porterà, andiamo un pò a vedere…”

E comincia l’avventura…o meglio la disavventura.

E’ chiaro dalla conformazione della valle che molto probabilmente il sentiero porta allo stesso luogo dell’altro, ma sul lato opposto del torrente.

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Il sentiero appena tracciato, è stretto, nell’erba alta.

Stupendo e profumato di fiori e d’erbe, ma tutta roba alta il doppio di me, mi sembra di camminare nella giungla.

La flora delle montagne del Kirghistan è quasi identica a quella delle Alpi, però tutto grande almeno il doppio. Cammino nell’erba alta in mezzo a mille gradazioni di viola, blu, amaranto e un pò di giallo sparso qua e là. Delle orchidee alpine, blu, mi superano di un metro almeno. Papaveri gialli di montagna, non sapevo che esistevano! Ortiche altissime, di solito le ortiche di montagna fanno un male cane, qui come minimo uccidono!

Il sentiero sale e poi scende quasi a livello del torrente poi risale ripido tra i pini e la sterpaglia e ridiscende a picco, risale attraversa grandi pietraie franate dalle rocce appena lì sopra. Spesso perdi il sentiero in queste pietraie, appena segnalato da qualche quasi invisibile ometto.

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Nel mentre mi tiro su le calze e copro bene le gambe, se la flora è simile, la fauna sarà lo stesso. Per cui in mezzo all’erba alta dove non vedo quasi i miei piedi sarà pieno di serpenti e vipere velenose!

Pur tenendo le braccia in alto mi faccio pungere da qualcosa, mi esce sangue…

Chissà cos’era? Insetto, serpente o…

Scelgo … o cosa? e infatti non succede niente, poi mi pungono delle erbacce spinose; dopo essere passata in mezzo a un cespuglio mi ritrovo piena di ragnatele e sopra il seno un grosso e brutto ragno marrone scuro con strani disegni, è talmente brutto che è sicuramente velenoso… e ha l’aria parecchio incazzata.

Non urlo perchè non sò se i ragni sono sordi o ci sentono, meglio non rischiare, non vorrei mi pungesse per lo spavento…o la rabbia, daltronde gli ho appena sfasciato la ragnatela…

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Ad un certo punto arrivo ad un ghiaione franoso, guardo l’ora, è passata un’ora e mezza, troppo tempo, decido di tornare indietro, il sentiero è talmente brutto che per tornare ci metterò lo stesso tempo…Scendo.

Dopo 3 minuti, sul ripido e stretto sentiero, metto un piede su un grosso masso, un secondo dopo il pietrone parte verso il basso, verso lo strapiombo, cado per terra, mentre scivolo verso il basso, non riesco a fermarmi, intanto la gamba che è rimasta indietro si distorce tutta, in un attimo mi rendo contro che se faccio ancora qualche decina di centimetri si spezza… mi aggrappo con determinazione all’erba, poi per fortuna trovo un ramo e riesco a fermarmi.

Seduta per terra, senza fiato, penso “lo scampata per un soffio”. Ala Archa dove potrei chiedere aiuto è a quasi due ore di distanza!

Qui, se ti rompi in montagna non hanno elicotteri per recuperarti!

Lo so per certo, ho conosciuto un pilota di elicotteri, aveva lavorato in Afganistan e ora stava andando in Russia a fare lo stesso lavoro, perchè in Kirghizstan non hanno elicotteri.

Riparto, ancora scossa,  dopo qualche decina di metri faccio un altro volo e picchio il solito ginocchio…Vi risparmio la serie di parolacce e imprecazioni varie. Da lì decido che è meglio che non mi distraggo e il paesaggio lo guardo un’altra volta.

Qualche metro dopo, guardo dall’altra parte del torrente e vedo…un orso!  E’ in mezzo alla vegetazione, tra le rocce e sotto i pini…in ombra. Faccio qualche metro e non c’è più…E’ vero che c’è il torrente in mezzo, però mi guardo intorno per essere sicura di essere abbastanza in alto… Per completare la giornata mi manca proprio essere mangiata da un orso!!

Mi sto’ ancora chiedendo se lo visto veramente…

Non mi fermo a riposare perchè sono consapevole che se mi fermo non riuscirò più a camminare, fintanto che il muscolo è caldo posso camminare, se si raffredda non mi muovo più.

Nel mentre incontro un pò di marmotte, sono controvento, una mi passa ad un metro e mezzo di distanza, s’infila nell’erba e solo dopo un pò…deve aver a lungo riflettuto…lancia i fischi d’allarme per le sue compagne!

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Raggiungo Ala Archa. Faccio autostop. Una giovane famiglia con un neonato mi porta alla prima Ostanovka dei Mashrutka per Bishkek, c’è solo il 265 che ti porta fin qui a Kashka Suu, l’ultimo villaggio prima delle montagne per la modica cifra di 25 som (40 km) e altri 20 o 30 som dipende quanta gente c’è sul mashrutka per fare 5 km! Se sei solo sono 100 som . Se trovi qualche ladro ( sono pochi e di solito capita quando arrivi in un nuovo paese che non conosci e ti muovi senza la sicurezza di uno “di casa” e i furbastri ti fiutano subito) aumentano ancora il prezzo perchè per loro sei il ricco occidentale.  Una volta un’autista mi ha chiesto 200 sum gli ho gentilmente di andare a fan..lo e ho fatto l’autostop.

P.S. Per la caduta sono stata costretta a letto per 10 giorni e dopo un mese e mezzo continuo a zoppicare!!!

P.S. Le foto sono scattate nel mese di maggio, non c’era ancora la giungla o quasi di luglio.

 

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