Tra mistero, paganesimo, pendoli e cacciatori di tombe. La chiesa di S. Caterina di Karja. Isola di Saaremaa.

La Chiesa di Santa Caterina di Karja è uno dei posti più strani che mi è capitato di vedere…

Dopo aver visitato i Mulini a vento di Angla, avevo qualche ora di tempo prima di prendere l’ autobus per tornare indietro a Saaremaa. Ero indecisa se andare fino a Leisi quasi a picco sul mare, 6 km a piedi e prendere lì l’autobus, ma mi ero dimenticata l’orario di ritorno. Rischiavo di restare a piedi, e 35 km per tornare a piedi fino a Saaremaa erano un pò tanti! Troppi.

I mulini di Anglia.

Chiedo informazioni nel piccolo Museo di storia locale,  c’è qualcosa d’altro di bello da vedere qui in zona? Una donna mi dice a 2,5 km c’è la Chiesa di Karja.

La Chiesa di Karja.

Ero proprio indecisa. Arrivo in fondo al prato dei Mulini dove c’è l’incrocio per Karja, mi piazzo in mezzo all’incrocio…dove vado? La chiesa di Karja è stata costruita tra la fine del 1200 e l’inizio del 1300, ma chiese del genere ne ho viste in quantità nella mia vita.

Decido per Karja.

E’ una bella giornata di sole.  La strada attraversa grandi prati e campi con file di pali della luce, e boschetti; mentre con il naso per aria seguo il volo di una farfalla un grosso serpente mi passa tra i piedi, per lo spavento faccio un salto olimpionico…quando torno indietro per capire se è velenoso o no è ormai scomparso nell’erba alta.

La chiesa si vede da lontano bianca, alta, tra il verde degli alberi e nel sole. Però senza una ragione precisa più mi avvicino più mi sento inquieta. 

Karja è una località (küla) di 234 abitanti nella contea di Saaremaa, in Estonia. Fa parte del borgo di Leisi.

La chiesa di Karja, dedicata a Santa Caterina e un tempo anche a S.Nicola protettore dei naviganti, un misto di stile gotico e romanico, è una chiesa-fortezza, forse costruita alla fine del Duecento. Serviva da rifugio agli abitanti del villaggio vicino, durante invasioni, guerre e scorrerie. Sull’isola molte chiese avevano questa funzione e supportavano i baroni tedeschi, conquistatori di queste terre in epoca medioevale. Questo uso è evidenziato nella Cronaca di Henrik il Lituano, la più essenziale e completa storia delle conquiste Tedesche dei paesi Baltici nel Medioevo . 

Al mio arrivo, fuori dalla chiesa, su una panchina è seduto un uomo. Un uomo che ho già incontrato altre volte nei miei giri sull’isola. Un tipo strano. Altissimo, magro, i capelli arruffati. E ogni volta resta lì a fissarmi con insistenza.

I paesi baltici sono gli ultimi ad essere cristianizzati in Europa. Dalla 1a Crociata del Nord iniziata nel 1199 al 17°secolo, anche dopo la cristianizzazione  i popoli baltici continuarono a praticare i loro riti tradizionali, in una secolare coesistenza e sovrapposizione. Ci  furono 5 crociate, una 1206-1261 contro l’isola di Saaremaa.

Questo dà un’idea dello spirito di ribellione e della determinazione degli estoni e degli abitanti di Saaremaa in particolare a difendere la propria cultura e la propria terra! Isola quasi al centro del Mar Baltico, chiude il golfo di Riga, strategica per il controllo delle terre e della navigazione verso i Paesi Baltici, la Russia, la Finlandia e verso il Mare del Nord per millenni fu campo di battaglia e preda ambita dai vichinghi, danesi, germani, russi,  finlandesi. 

Entro nella chiesa, mi siedo su un banco a metà navata, dove c’è luce. Alte, strette bifore con vetri colorati illuminano l’interno.  Comincio a guardarmi intorno e sorpresa scopro che è un posto speciale. Normalmente le sculture, gli affreschi nelle chiese sono piene di simboli, ogni figura è legata alla teologia, alla storia della chiesa, molti sono criptici, comprensibili solo ai teologi, a specialisti di storia dell’arte.

Affresco-donna con le mani sul seno e tra le labbra un foro. Chissà cosa significa?

Ma qui ai classici simbolismi cristiani si aggiunge qualcosa di molto, molto più antico. Nei capitelli, sugli affreschi, sulle volte a crociera, sopra l’altare ci sono strane gargouille,  triscele colorate, pentagrammi o pentacoli, diavoli senza pantaloni (scoprirò  che la chiesa in cui sono finita casualmente è famosa per gli antichi affreschi apotropaici, ossia scaramantici, utili ad allontanare forze maligne) oltre ai semplici disegni decorativi medioevali sui muri in parte erosi dalla muffa e dall’umidità. Un vero peccato, rischiano di perdere una rara testimonianza di un passato remoto della storia umana di cui si è persa memoria e rimangono solo poche tracce.

Sono un miscuglio di simbolismo cristiano e simboli precristiani, indoeuropei, mediorientali. Una meraviglia!

Affresco.

Giro per la chiesa osservando curiosa e tanto per non cambiare quando trovo qualcosa di molto interessante ho giusto scaricato le batterie della macchina fotografica e del telefonino…una maledizione! Per cui ho 4 foto dell’interno e 2 dell’esterno.

Lo spilungone entra e si siede ad un banco sulla fila opposta alla mia. Mi guarda. Esce. Intanto la guardiana della chiesa, una dimessa donna di mezza età spunta  in piena luce dietro le sbarre di una porta, infondo al buio di una stanza laterale.  Sento che mi osserva, la guardo, più continua a fissarmi, più diventa agitata. Non penso, dico Boh?

Capitello.

Entrano una coppia con una bambina piccola. Io mi risiedo e quello che sento lì mi innervosisce. Penso: Boh?

Però incuriosita voglio conoscere la storia della chiesa. All’ingresso c’è un banchetto con dei libri , a parte una brossura scritta in inglese con quattro insignificanti informazioni storiche, i pochi altri sono in estone. Compro quello più corposo, dai disegni mi dice che è uno studio sui simboli. Intanto la guardiana mi gira intorno sempre più agitata. Mi chiede se sono da sola. Ad un certo punto esce dal portale dell’ingresso e chiama qualcuno, vedo nei prati dall’altra parte della strada un cane bianco correre avanti e indietro come un siluro. La guardiana mi dice che sta chiamando suo figlio.

Lo spilungone si è riseduto sulla panchina. La donna lo guarda nervosa e poi gli intima più volte di andarsene. Lui non fa una piega e poi gli dice qualcosa in finnico. Io li guardo con la faccia di una che non capisce la situazione. Lei alla fine mi dice è un bad man. Non gli do più retta, torno dentro a guardare i libri.

Entra anche lei e mi dice a gesti che deve chiudere, ok, ma fammi vedere ancora questo libro.  Comincia a chiudere un’anta del doppio portale…e in un secondo capisco che vuole chiudermi dentro. Spingo l’altro battente e M’infilo tra le due porte, lei cerca d’impedirmi d’uscire. Mi sparo fuori dalla chiesa come un bulldozer e nella stupenda luce del pomeriggio respiro. Intanto mi chiedo che cavolo di situazione è questa? La donna si allontana e continua a chiamare qualcuno.

Giro attorno alla chiesa su un lato ritrovo la coppia che discute sul significato delle antiche pietre tombali. Mentre osservo arrivo in un punto dove sento qualcosa d’inquietante, mi sposto di qualche metro…affievolisce…ritorno e riprovo per un pò di volte…sempre la stessa forte, intensissima sensazione. (Ipotesi: nel terreno,  rocce, minerali impregnate di magnetismo terrestre particolarmente intenso…Non sono un fisico).

Continuo a camminare, a un certo punto alzo gli occhi ad un’altezza di 25 metri c’è una finestra con due grosse sbarre di ferro piegate, sembra che un gigante abbia preso tra le mani le sbarre e con tutte le forze abbia cercato di piegarle per uscire…o entrare…! Rimango lì a bocca aperta.

Ho finito il giro. La coppia se ne andata. Per tornare sulla strada principale devo passare davanti allo spilungone. E’ in evidente attesa …di me…

Decido che la miglior difesa è l’attacco…non aspetto che mi parli… chiedo “Chi sta chiamando la guardiana?”…lui  ” Suo figlio.” invece spunta il cane bianco, si allontanano insieme verso delle baracche nel boschetto dietro la chiesa. L’uomo dice: “Suo figlio!” Io pensò, orca… un’altro matto!

Lo saluto cordialmente e cerco di allontanarmi…lui si alza e mi segue.

O merda… sono sola in mezzo alla campagna, non passa una macchina manco a pagarla, una squinternata con un cane-figlio ha appena cercato di chiudermi dentro un’antica chiesa piena di simboli esoterici, uno strano spilungone ha deciso che sono la cosa più interessante che ha visto da un sacco di tempo, non posso neanche scappare perchè ha le gambe lunghe il doppio delle mie….

….decido di…fare conversazione!

Quando voglio so essere amabile…soprattutto se voglio tenere le distanze!

Mi racconta che è ………(Europa occidentale),  arrivato un’estate sull’isola, vent’anni fa, e non se ne più andato. Arriviamo ad un’incrocio mi dice “Poco più avanti c’è un cimitero…se vuoi te lo faccio vedere…ho passato lì la notte!”

O cazzo, penso io…Dato che ho letto anni fa che  i matti non vanno contraddetti..con un bel sorriso gli faccio “ah però…interessante! Che ci facevi nel cimitero?”

Lui: Scavavo tombe!

Ehh!? Gli guardo le mani…effettivamente ha le mani sporche di terra…

Si, in quel cimitero ci sono almeno 4 strati di tombe antiche, l’uno sull’altro, sono sepolti gli antichi baroni tedeschi che occuparono l’isola nel medioevo.

Io, riprendo colore e la mia voce torna normale,  comincio a capire…

Rifiuto l’invito,  nonostante sono molto curiosa…non mi sembra proprio il caso! Mi propongo di tornarci da sola un’altro giorno. A curiosare…

Intanto mi racconta la storia delle conquiste medioevali tedesche dell’isola.

Sono stata per anni una libraia antiquaria, un bellissimo lavoro, affascinante, interessantissimo, impari continuamente qualcosa di nuovo, ma un lavoro altamente a rischio per i soldi che girano e per i matti. Si, i collezionisti sono dei veri matti squinternati, c’è chi si fa di cocaina e chi si fa di libri o magari tutti e due ed è disponibile a fare follie per una cosa che gli interessa, infatti ho sempre evitato con cura di acquistare e vendere certi libri come ad esempio i libri di magia ed esoterismo, avevo inquadrati i   personaggi…comunque non mi ha evitato problemi con questi pazzi da legare.

Lo spilungone mi dice che il giorno prima lui e un suo amico isolano che sa usare un pendolo sono andati a caccia di antichi reperti nei dintorni. Non hanno trovato nulla. (Non chiedetemi come sia possibile che con un pendolo da rabdomante si possono trovare antichi oggetti di metallo,non ne ho la più pallida idea…).

Anche in Italia ci sono persone che cercano oggetti antichi sui luoghi di antiche battaglie, anni fa un mio cliente mi regalò, dei bottoni di epoca napoleonica e delle palle da fucile che aveva raccolto su uno dei tanti campi di battaglia napoleoniche italiane. Vanno in giro per campi e prati con rilevatori di metalli a caccia di monete e oggetti vari.  Non ho idea se tutto questo è legale.

Poi ci sono quelli più ricchi e organizzati che fanno rilevazioni aeree e trovano oggetti preziosi. Poi ci sono i classici tombaroli, toscani, romani, calabresi, siculi…mi hanno raccontato che al Sud negli anni ’60 molta gente si è arricchita scavando tombe e vendendo anfore, oggetti vari agli americani, ai tedeschi e agli svizzeri. Questo sicuramente è illegale!

Lo spilungone mi dice che quando sono passati davanti alla chiesa il pendolo del suo amico aveva cominciato a vorticare paurosamente… “c’è una strana energia lì… sono venuto qui altre volte…”

Sono di Torino. A Torino ci sono un sacco di squinternati che fanno messe nere,  ci sono strane associazioni, e un sacco di favole sul triangolo magico Torino-Lione-Praga e il Santo Graal che pare sia nascosto chi dice alla Gran Madre chi in qualche cantina del centro storico, lì viveva Roll famoso sensitivo, e massoni che fanno orge e riti satanici per ingraziarsi qualche “spirito” e fare migliori affari e molte altre assurdità del genere.

Ogni tanto finiscono sui giornali per qualche fattaccio. Mi raccontava un vecchio collega che dopo uno di questi “incidenti” si sono immersi e sono molto cauti, viaggiano sotto traccia, è vero che sono coperti dal loro denaro, ma non devono esagerare se non vogliono finire nei guai (leggi galera) come tutti gli altri comuni mortali….

Quando leggevo qualche notizia nella cronaca cittadina ho sempre pensato : sono dei frustrati, dei veri poveracci mentalmente parlando, che o nella vita hanno combinato poco o non capisco niente del mondo in cui vivono o sono molto superstiziosi e compiono ridicoli riti per migliorare la loro misera vita. Ora penso siano anche pericolosi e fuori di testa.

Lo spilungone mi segue come un cagnolino, deciso a farsi adottare.  C’è gente che ha le pulci, io invece raccolgo cani smarriti a due zampe, di solito, con il tempo, si rivelano brutti cani rognosi, e nonostante l’esperienza di vita, in fondo mi fa un pò di tenerezza. Alla fine lo semino promettendogli che forse il giorno dopo ci rivedremo alla stazione per vedere le grandi scogliere del nord dell’isola e se invece parto per Tallin, tornerò sull’isola e verrò a cercarlo.

Lui mi invita a passare l’inverno a casa sua…è randagio ma ha una casa… Anzi al suo paese possiede un intero villaggio…il suo interesse per i baroni aveva un senso…la storia della sua famiglia.

Forse aveva solo bisogno di una coperta per l’inverno!

Meglio la Russia!! Vado a Tallin a fare il visto per la Russia.

P.s. In un prossimo post racconterò cosa penso dei Sensitivi. Della superstizione, del ciarpame costruito intorno per fare bussiness.

Dell’ignoranza e a volte credulità delle persone, il voler credere in spiriti, dei, angeli, come diceva Marx é “… il sospiro della creatura sopraffatta…” e che rinunciare a questa consolazione illusoria “esige che si deve rinunciare a una situazione che ha bisogno d’illusioni…” qui si riferisce alla religione “oppio dei popoli” e alla necessità di cambiare una società che per miliardi d’individui è sfruttamento, miseria, guerra, 12 ore di lavoro 7 giorni su 7, oppure disoccupazione, bassi salari e pressione continua per mantenere gli Standard di vita in Occidente. Le persone sopraffatte  e disperate si creano illusioni per sopportare il presente.

E si creano illusioni di fronte a fenomeni naturali che non hanno nulla di misterioso, di divino, di spirituale…come qualcuno mi ha detto qualche tempo fa …è Vita…semplicemente vita. Pura Materia e Pura Fisica.  Dna e centinaia di migliaia di anni di storia dell’Homo Sapiens.

P.s. E’ evidente da una serie di cose successe sull’isola  che lì c’è ancora gente che pratica antichi riti…(vedi: Wikipedia/neopaganesimo baltico ed europeo).

P.s. L’immagine in evidenza non è una mia fotografia. L’ho presa dal sito di Wikipedia.

A 2300 metri sono caduta su un impervio sentiero di montagna.

A 2300 metri sono caduta su un impervio sentiero di montagna.  Ho un ginocchio come una palla e non ho dormito tutta la notte per il dolore.

Ero partita per andare al Broken Heart nel Parco Nazionale di Ala Archa in Kirghistan. Un posto bellissimo in fondo alla valle dove scorre il torrente Ala Archa. Sentiero largo, ben tracciato, facile, una salita dolce lungo il torrente, una passeggiata dove neanche se lo fai apposta ti puoi fare male.

Ero stata lì alla fine di maggio, prima che ci fosse il disgelo, su, sulle cime. Il torrente era impetuoso, ma niente di chè.

A valle dopo aver attraversato la confluenza del torrente… (ho dimenticato il nome) con l’Ala Archa a piedi nudi con le scarpe in mano, il letto largo, pieno di rivoli differenti, pietre tonde e aguzze doloranti per i miei piedi non più abituati a camminare scalzi, cammino all’asciutto nel letto del fiume.

In fondo dopo il bianco e grigio delle pietre e dell’acqua spicca il sentiero verde che sale in mezzo a prati e pini altissimi.  Dopo una decina di minuti dovrei attraversare il torrente sulla sinistra orografica, su una passerella di tronchi di legno parecchio ballerina…ma non cè più … il fiume gonfio d’acqua per il disgelo se l’è portata via.

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Mi guardo intorno, impossibile attraversare il torrente. Sulla destra orografica  c’è un sentiero…E qui viene fuori il mio DNA.

Lì intorno ci sono delle belle passeggiate più o meno impegnative… ad una spettacolare cascata ed ad almeno 3 diversi posti che mi permetterebbero di stare nei tempi per riuscire a prendere l’ultimo autobus per Bishkek.

Invece no…Per quanto scocciata perchè volevo fare l’altro sentiero, l’unico pensiero che mi passa per la mente è ” Chissà dove porta questo sentiero? Da qualche parte porterà, andiamo un pò a vedere…”

E comincia l’avventura…o meglio la disavventura.

E’ chiaro dalla conformazione della valle che molto probabilmente il sentiero porta allo stesso luogo dell’altro, ma sul lato opposto del torrente.

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Il sentiero appena tracciato, è stretto, nell’erba alta.

Stupendo e profumato di fiori e d’erbe, ma tutta roba alta il doppio di me, mi sembra di camminare nella giungla.

La flora delle montagne del Kirghistan è quasi identica a quella delle Alpi, però tutto grande almeno il doppio. Cammino nell’erba alta in mezzo a mille gradazioni di viola, blu, amaranto e un pò di giallo sparso qua e là. Delle orchidee alpine, blu, mi superano di un metro almeno. Papaveri gialli di montagna, non sapevo che esistevano! Ortiche altissime, di solito le ortiche di montagna fanno un male cane, qui come minimo uccidono!

Il sentiero sale e poi scende quasi a livello del torrente poi risale ripido tra i pini e la sterpaglia e ridiscende a picco, risale attraversa grandi pietraie franate dalle rocce appena lì sopra. Spesso perdi il sentiero in queste pietraie, appena segnalato da qualche quasi invisibile ometto.

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Nel mentre mi tiro su le calze e copro bene le gambe, se la flora è simile, la fauna sarà lo stesso. Per cui in mezzo all’erba alta dove non vedo quasi i miei piedi sarà pieno di serpenti e vipere velenose!

Pur tenendo le braccia in alto mi faccio pungere da qualcosa, mi esce sangue…

Chissà cos’era? Insetto, serpente o…

Scelgo … o cosa? e infatti non succede niente, poi mi pungono delle erbacce spinose; dopo essere passata in mezzo a un cespuglio mi ritrovo piena di ragnatele e sopra il seno un grosso e brutto ragno marrone scuro con strani disegni, è talmente brutto che è sicuramente velenoso… e ha l’aria parecchio incazzata.

Non urlo perchè non sò se i ragni sono sordi o ci sentono, meglio non rischiare, non vorrei mi pungesse per lo spavento…o la rabbia, daltronde gli ho appena sfasciato la ragnatela…

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Ad un certo punto arrivo ad un ghiaione franoso, guardo l’ora, è passata un’ora e mezza, troppo tempo, decido di tornare indietro, il sentiero è talmente brutto che per tornare ci metterò lo stesso tempo…Scendo.

Dopo 3 minuti, sul ripido e stretto sentiero, metto un piede su un grosso masso, un secondo dopo il pietrone parte verso il basso, verso lo strapiombo, cado per terra, mentre scivolo verso il basso, non riesco a fermarmi, intanto la gamba che è rimasta indietro si distorce tutta, in un attimo mi rendo contro che se faccio ancora qualche decina di centimetri si spezza… mi aggrappo con determinazione all’erba, poi per fortuna trovo un ramo e riesco a fermarmi.

Seduta per terra, senza fiato, penso “lo scampata per un soffio”. Ala Archa dove potrei chiedere aiuto è a quasi due ore di distanza!

Qui, se ti rompi in montagna non hanno elicotteri per recuperarti!

Lo so per certo, ho conosciuto un pilota di elicotteri, aveva lavorato in Afganistan e ora stava andando in Russia a fare lo stesso lavoro, perchè in Kirghizstan non hanno elicotteri.

Riparto, ancora scossa,  dopo qualche decina di metri faccio un altro volo e picchio il solito ginocchio…Vi risparmio la serie di parolacce e imprecazioni varie. Da lì decido che è meglio che non mi distraggo e il paesaggio lo guardo un’altra volta.

Qualche metro dopo, guardo dall’altra parte del torrente e vedo…un orso!  E’ in mezzo alla vegetazione, tra le rocce e sotto i pini…in ombra. Faccio qualche metro e non c’è più…E’ vero che c’è il torrente in mezzo, però mi guardo intorno per essere sicura di essere abbastanza in alto… Per completare la giornata mi manca proprio essere mangiata da un orso!!

Mi sto’ ancora chiedendo se lo visto veramente…

Non mi fermo a riposare perchè sono consapevole che se mi fermo non riuscirò più a camminare, fintanto che il muscolo è caldo posso camminare, se si raffredda non mi muovo più.

Nel mentre incontro un pò di marmotte, sono controvento, una mi passa ad un metro e mezzo di distanza, s’infila nell’erba e solo dopo un pò…deve aver a lungo riflettuto…lancia i fischi d’allarme per le sue compagne!

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Raggiungo Ala Archa. Faccio autostop. Una giovane famiglia con un neonato mi porta alla prima Ostanovka dei Mashrutka per Bishkek, c’è solo il 265 che ti porta fin qui a Kashka Suu, l’ultimo villaggio prima delle montagne per la modica cifra di 25 som (40 km) e altri 20 o 30 som dipende quanta gente c’è sul mashrutka per fare 5 km! Se sei solo sono 100 som . Se trovi qualche ladro ( sono pochi e di solito capita quando arrivi in un nuovo paese che non conosci e ti muovi senza la sicurezza di uno “di casa” e i furbastri ti fiutano subito) aumentano ancora il prezzo perchè per loro sei il ricco occidentale.  Una volta un’autista mi ha chiesto 200 sum gli ho gentilmente di andare a fan..lo e ho fatto l’autostop.

P.S. Per la caduta sono stata costretta a letto per 10 giorni e dopo un mese e mezzo continuo a zoppicare!!!

P.S. Le foto sono scattate nel mese di maggio, non c’era ancora la giungla o quasi di luglio.