Autunno in Russia.

Russia. A San Pietroburgo è l’8 di settembre, aspetto il treno per Mosca, nell’attesa faccio l’ultimo giro in città.

Ci sono 8 gradi!

Vado all’isola olandese “Newholland” http://www.newhollandsp.ru/en/dove Pietro il Grande costruì un cantiere navale che continuò a funzionare fino a metà ‘900. Qui fu sperimentato il primo sommergibile russo. Ora è un giardino. Sull’isolotto fanno concerti, spettacoli teatrali, ecc. Stanno restaurando quella che i russi chiamano “La botte” un edificio rotondo dell’inizio dell’800. Un ex carcere militare.

Dopo una notte piovosa, oggi c’è un bel sole. Mi siedo su una sdraio, mi scaldo al sole, mi addormento beata in mezzo alle famiglie, ai bambini che giocano, alle coppiette che amoreggiano. Vengo svegliata di colpo dall’inizio di un concerto.

Mentre cammino al di là del canale che circonda l’isola, osservo gli alberi…mi fermo, e lo vedo…il primo albero con qualche foglia gialla.

Il primo segno dell’autunno non lontano.

Resto a Mosca 14 giorni poi decido di seguire il Volga fino alla foce.

1° tappa Nijzhi Novgorod.

2° tappa Kazan.

Mentre il treno da Mosca corre verso Nijzhi Novgorod osservo il paesaggio dal finestrino e mi accorgo che l’autunno è arrivato. Gli alberi delle foreste che attraversiamo hanno molte foglie gialle, ma è da Nijzhi Novgorod che comincio a guardare stupita le foreste. E’ incredibile quanto in fretta avanza l’autunno.

Resto 3 giorni a Kazan, quando riprendo il treno per continuare il mio viaggio verso Samara guardo sfilare i boschi, provo un profondo senso d’inquietudine, l’autunno corre più veloce di me!! Diventa visibile l’inesorabile scorrere del tempo. Vado verso Est ed è autunno inoltrato.

Da Samara a Saratov viaggio di notte e non vedo nulla. Appena dopo Saratov attraversiamo il Volga, gli alberi si abbassano fino a diventare dei grossi cespugli. Poi di colpo il paesaggio cambia. Inizia la steppa.

Migliaia di chilometri piatti e un po’ desolati. Pochissime case, i pochi alberi si trovano intorno ai piccoli villaggi. La terra diventa ondulata e sembra che scenda verso il basso.

Arrivo ad Astrakan di notte. Grazie alla squisita gentilezza e senso dell’ospitalità di una coppia di russi, lui di Samara, lei di Astrakan che mi accompagnano  fino all’Ostello, non mi perdo e raggiungo la mia meta. L’ostello è talmente lontano dalla stazione e la città così buia che non sarei mai riuscita a raggiungerlo da sola.

Di notte ad Astrakan fa un freddo cane.

Mi alzo alle …? Da Samara in poi ho qualche problema con il tempo, in Italia sono le 7.oo, a Mosca le 8.00, ad Astrakan le 9.00! Viaggio in treno con l’ora di Mosca, arrivo in una città, l’ora locale è diversa, infatti a Samara ho rischiato di perdere il treno, tutti questi confronti di orario mi sbalestrano un po’.

Mi alzo, guardo fuori dalla finestra: il cielo è blu. Esco, fa caldo! Ci saranno 24 gradi! Il cielo è fantastico ha il colore dei cieli del sud.

Giro per la città, arrivo al Kremlino, è bellissimo e verde…e soprattutto l’autunno non c’è! Su qualche albero poche foglie gialle, quasi invisibili, è tutto verde. Un bel verde.

Sono in estasi. Ho fermato il tempo!!

Non inseguo più l’autunno…qui è ancora estate.

Mi tolgo l’impermeabile, mi siedo su una panchina e prendo il sole.

E’ da luglio che non mi tolgo l’impermeabile…sento un benessere fisico …indescrivibile.

Immersa nel sole sento lontana la voce di un muezzin…sono alle porte dell’Asia.

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