Disavventure in ostello.

Buongiorno, ho dormito pochissimo questa notte…

Giro per ostelli in Europa da più di un mese. Mi piace l’ambiente, la gente che incontri, non mi disturbano le piccole noie del dividere la camera con altre 4, 6, 12 persone (12 è un pò troppo, il casino è garantito), ma le ultime 3 notti sono state una vera rottura di scatole!

5 disavventure su due mesi di viaggio possono anche passare, quel che mi preoccupa è che 4 sono concentrate tutte nell’ultima settimana!

1. Antwerpen, l’antica Anversa. Sono in un camerone da 12 letti. Arrivo è vuoto. Poi vanno e vengono varie donne e ragazze e ragazzi. Più volte, 3 o 4, vedo delle valige sfatte, sui letti o sotto i letti. Non ci faccio molto caso, l’unico  fugace pensiero è “certo che l’apparenza inganna, sembrano tutte ordinatine, poi vedi un pò che casino lasciano in giro!”

L’ultimo giorno una brasiliana mi dice che hanno frugato nella sua valigia e in quella del suo amico. Lì realizzo! Dopo sei giorni capisco che tutte quelle valige in disordine non erano dovute alla trascuratezza, c’era qualcuno che frugava nei bagagli alla ricerca di soldi, creme ed altro da rubare!! Ero l’unica a cui non era successo nulla, avevo le valige belle blindate nell’unico armadietto con la serratura intatta. Effettivamente avevo provato tutti gli armadietti prima di trovare l’unico buono. La brasiliana mi dice che sospetta di una bionda dell’est Europa (e penso io forse anche di me!!) Sul momento penso che può essere. Mentre riprendo il mio viaggio e rifletto sul fatto, mi ricordo che su internet, tra i commenti sull’ostello c’era “la sicurezza è scarsa”, il che vuol dire che chi fruga nelle valige è qualcuno che sta in quell’ostello tutto l’anno.

2. Amsterdam.  Sono qui da 13 giorni.  Ero all’ostello Generator, un 5 stelle degli ostelli, si trova in uno dei parchi di Amsterdam, ti sembra di dormire in cima agli alberi, fantastico. L’ultimo giorno sono in camera con un’australiana, un newyorchese, e un cinese. Sono seduta sul letto superiore del letto a castello,  leggo il libro di geopolitica, “La route  de la soie”, alle 22,30 entra l’americana accompagnata da un’altra, confabulano, la seconda se ne va. Poco dopo sento che si agita, nel mentre entra l’americano, lei comincia ad urlare, l’americano si chiude nel gabinetto, io salto giù dal letto, trema come una foglia, ha gli occhi sbarrati, allucinati, cerco di calmarla, urla terrorizzata, penso di andare a chiedere aiuto, quando il cretino esce dal cesso e gli urlo ” vai a chiamare qualcuno” glielo impongo altrimenti si nasconde di nuovo in bagno. Calmo la ragazza, è sempre terrorizzata, ma non urla più, la porto in bagno a vomitare, poi vomita per terra, sui sui piedi, ancora per terra, poi evita per un soffio il letto, alla fine arriva il cretino con la sicurezza. L’australiana si è ripresa un pò vuole andare in ospedale. L’autoambulanza costa 850 euro! Lei dice, no vado a piedi” La sicurezza decide di accompagnarla, ma non riescono a metterla in piedi. La mettono nel letto, si addormenta. Resto sveglia a controllarla per qualche ora, la sicurezza passa ogni ora. Alla fine mi addormento. Al mattino se n’è andata.

Gli uomini della sicurezza mi dicono che succede ogni notte!!! E che i giovani vengono ad Amsterdam a fare l’esperienza della droga, bella roba! Mi auguro che all’australiana gli sia passata la voglia di sperimentare la droga.

Un’ arabo, studente per un Master a Londra, con cui sono andata in giro per Amsterdam, mi ha detto alcune cose interessanti sugli olandesi….. Voi italiani per raggiungere uno scopo la prendete alla larga, per fare soldi (lui la metteva giù più soft, d’altronde era a Londra per un master in gestione finanziaria o aziendale, una cosa simile) vi occupate di  Cultura Alta (moda, design, ecc),  gli olandesi sono diretti, dobbiamo fare soldi, stop. Non importa come. Negli anni ’60 hanno costruito il quartiere a luci rosse e permesso l’uso della droga nei coffe shop e l’hanno pubblicizzato come si deve, da decenni arrivano da  tutto il mondo giovani e meno giovani per fare “esperienza”. Che poi diventino dei drogati non gliene può fregare di meno. Sarà anche un’affermazione banale, ma è un dato di fatto.

3. Cambio Ostello, Stayokey, due notti dormo normalmente, poi arriva un’olandese dei dintorni di Maastricht, in arrivo dall’India. Appena la vedo capisco il tipo. Avete presente quei tipi con aria molto ispirata, hanno il viso atteggiato a seriosità, non sorridono, chiusi nella loro “missione”, normalmente qualcosa che è molto di moda o praticato nel loro ambiente, di solito sono religiosi. Dopo che si sono dati importanza si rilassano e allora cominciano ad essere normali.

Nella mia vita non ho mai conosciuto una persona seria, (ossia che lavora seriamente, di solito divertendosi,  disponibile verso gli altri, non interessata più di tanto al giudizio altrui, appassionata del suo lavoro) che stia costruendo un grattacielo come muratore o come ingegnere o lavori come volontario per costruire il futuro della specie umana che raccontasse quello che fa atteggiandosi a vittima, a quello che si  sacrifica, invece parlano delle loro scelte, ti raccontano con entusiasmo il loro impegno perché ci credono profondamente.

Mi racconta di 4 settimane passate ad occuparsi di bambini con problemi psicologici (forse traumatizzati?)  e ripete almeno 4 volte in tre frasi brevi, “Sono molto spiritali, molto spirituali!”.

Allora, io apprezzo molto chi s’impegna, chi ha degli ideali, chi cerca di rendersi utile agli altri, non sopporto chi lo fa per moda o perché nel suo ambiente si fa o si deve fare per darsi importanza. Vanno in Africa dai  “poveri neri” o in Asia ad “aiutarli” non perché capiscono che esiste uno sviluppo ineguale delle nazioni e  quindi condizioni economiche differenti. A volte sono razzisti, ciò li ritengono razze inferiori, come mi ha detto una ricca signora che passava due mesi in missione “d’altronde ci sono degli studi scientifici che lo dimostrano”. Completamente deficiente. E’ scientificamente dimostrato che non esistono le razze. Questi sono quelli per cui la povertà vuol dire stupidità,  mancanza d’intelligenza, ignoranza. Mi immagino quanto faranno incazzare quelli che “aiutano”. Sicuramente poveri, ma certamente non stupidi.

Comunque tornando all’ostello, l’intelligente olandese, ancora un po’ mi manda all’ospedale! Si mette nel letto e comincia spruzzare qualcosa che probabilmente è un disinfettante. Sono nel letto superiore, vengo avvolta da una nuvola di questa puzza. Mi faccio aria con le lenzuola, c’è la finestra aperta, penso uscirà. Niente, insopportabile, alla fine mi alzo e scendo giù nel salone. Comincia a gonfiarmi il palato, mi bruciano gli occhi e il naso, mi sento soffocare, ho una reazione allergica. Per fortuna non ero rimasta molto a contatto con la sostanza, dopo un’ora e mezza sto meglio.

Va bene che sei appena tornata, però non sei più in Asia dove posso anche capire che in condizioni precarie (se erano precarie) spruzzi del disinfettante. Mi auguro che dormisse sola e non con i bambini altrimenti sicuramente risolveva il problema “del futuro” per questi bimbi, nel senso che li uccideva da piccoli e in futuro non avrebbero avuto più problemi!!

4. Vado al mare. Ostello. Lascio i bagagli e attraverso le dune per arrivare in una spiaggia con sabbia finissima. Poi scopro che il mare è inquinato. Torno in ostello e trovo una tipa stranissima, tedesca, questa veramente strana, fuori come un balcone, comunque cerco di socializzare. Vado a cena torno e lei è sempre li ferma in mezzo alla stanza con la testa bassa che alza solo se gli parli. Non ha ancora fato il letto. Cerco di capire: gli chiedo se preferisce dormire sui letti alti o bassi, guarda il mio e dice alto, mi dice che sono diffcili da fare. Okay ti aiuto io. No, deve decidere non so cosa perché “questa notte avrà un letto speciale!” Penso bho! e vado nella sala comune a studiare l’inglese. Ritorno dopo due ore. E’ sempre ferma in mezzo alla stanza, si tiene le mani e guarda in basso! E non ha ancora fatto il letto.

Chiedo di cambiare camera.

E cavoli, sono per essere solidale, ma la notte voglio dormire tranquilla. E non finisce lì. Mi danno una camera con la porta che se la chiudi non si apre più fino al mattino. Decido di guardare la televisione per il resto della notte!

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