Le ombre di Scheeveningen. Olanda

Sono arrivata alla spiaggia di Scheeveningen in tarda mattinata, beach della città olandese Den Haag.

In Italia con questo nome non la conosce nessuno, infatti per noi è l’Aia. Importante per le istituzioni Internazionali. Tribunale Criminale internazionale (Crimini di Guerra: es. ex Jugoslavia- Milosevic),  Europol (apparato repressivo europeo) e sede del governo olandese. Mi avevano detto che se proprio volevo andare a piedi ci andava un’ora.

Beh, non so’ esattamente quanto tempo ci va, perché mi sono fermata a lungo nei grandi magazzini. Tanto Amsterdam è cara quanto Den Haag ha prezzi bassi. Ho comprato un cappellino di paglia estivo a 5 euro, lo stesso in Italia l’avrei pagato 54! E senza esagerare.

L’arrivo a Scheeveningen è stata un’esperienza unica, veramente insolita.

E’ una bella giornata. Vado sempre dritto fin dove finiscono le case. Di fronte alla grande duna salgo in un punto dove si abbassa e ancora prima di arrivare in cima mi dico, ma che succede…Quando sbuco in cima alla duna il mare non c’è! Una foschia lattiginosa copre tutto. S’intravvede appena il faro. Un muro fitto, ma lieve. Mi volto, invece alle mie spalle il sole continua splendere.

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Sono lì a guardare se riesco a vedere qualcosa, alla fine giù alla base della duna comincio a vedere la sabbia. Mi avevano detto che lì la spiaggia è larga 300 metri e lunga chilometri. Scendo, la sabbia è fine e dorata. Ci sono moltissimi frammenti di conchiglie. E’ un mare vivo. M’inoltro in tutto quel bianco, dopo più di cento metri, comincio a vedere le pozze d’acqua, la ragione della foschia. C’è bassa marea. Fa caldo. La differenza di temperatura, il mare gelido e il sole caldo fanno evaporare l’acqua.

 

Continuo a camminare verso il rombo del mare, il suono è possente. Intorno a me, ad una certa distanza, scorgo delle ombre, appaiono poi scompaiono, finalmente arrivo a riva. L’acqua è gelida, molto più fredda dell’inizio d’Aprile in Liguria. Con i piedi a bagno cammino lungo la battigia. Mi vengono in mente  quadri ottocenteschi di pittori olandesi, fiamminghi o francesi. Non pensavo fossero reali. E’ fantastico mi sento in un quadro. E’ difficile spiegare le sensazioni provate immersa in quella foschia, la gente che appare e scompare. Poi man mano la foschia si dirada, si cominciano a vedere zone più luminose, più gente, prima che si sciolga passeranno forse due ore.

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