Muezzin a Istanbul

Manca poco a mezzogiorno. Il mio primo giorno ad Istanbul, passeggio nel giardino tra Hagia Sofia (Santa Sofia o Aja Sofia) e la Moschea Blu (Sultanhemt Camii) felice di essere lì.

Minareto di Aja Sofia
Minareto di Santa Sofia

Improvvisamente una voce dalla Moschea Blu lentamente sale, diventa una preghiera, un canto, poi da Hagia Sofia un’altra voce risponde, per un attimo sono sorpresa, poi capisco, i muezzin chiamano i mussulmani alla preghiera.  Le voci rimbalzano da una moschea all’altra. Un salire e scendere di toni, è musica. E’ così inaspettato che mi emoziono profondamente. Sono lì tra le due moschee, nel cuore di questa città millenaria, le voci rimbalzano su di me, mi attraversano, sono così belle, un suono ancestrale raggiunge la profondità di ciò che è rimasto della mia umanità. Le voci dei muezzin e questa città sospesa tra Occidente ed Oriente mi fanno sentire di essere nella storia, di essere la storia, di appartenere alla specie umana. Ho sentito l’eternità dell’Umanità.

Devo fare uno sforzo per non piangere… di sollievo.

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